chiudi
AFRAGOLA MALAPOLITICA
di Antonio Iazzetta* – Non sono arrivate smentite a quanto denunciavo nell’editoriale dello scorso numero, ripreso anche da altri media, in merito allo “sfizio” di non far inaugurare al sindaco Tuccillo la stazione dell’alta velocità di Afragola. Anzi, se si leggono le polemiche di questi giorni che ci stanno accompagnando al Consiglio comunale del 20 aprile, quello in cui bisognerà approvare il bilancio con una maggioranza che sembra non esserci più, quelle parole trovano una piena conferma. Non si capiscono, infatti, quali siano le reali motivazioni per cui pezzi della maggioranza e pezzi della minoranza stanno lavorando per chiudere anticipatamente l’esperienza di Tuccillo sindaco di Afragola. Ripeto, giusto per chiarire la cosa a chi sembra che non voglia capirlo: Non è un discorso a favore o contro Tuccillo. In questo momento, il sindaco di Afragola poteva essere chiunque e avrebbe avuto senso lo stesso discorso, perché, anche se pare che nessuno se ne sia accorto, Afragola e, con essa, l’area a Nord di Napoli, stanno per vivere un momento storico, unico e irripetibile. L’inaugurazione di una stazione come quella che si sta completando nelle campagne al confine con Acerra, Casalnuovo e Caivano, rappresenta un momento storico per queste zone. E un momento storico come quello che stiamo vivendo meriterebbe un atteggiamento diverso da parte di chi si trova a viverlo da protagonista, in quelle stanze in cui si può dare un valore reale a questa stazione. Tra pochi giorni, come raccontiamo nelle pagine successive, la stazione aprirà. Sarà possibile prendere il treno, ma intorno regna la desolazione più assoluta. Una situazione incresciosa che conferma il fallimento totale della politica che non ha saputo programmare alcunché che potesse sfruttare le enormi potenzialità di quella struttura che permette di collegare l’area a Nord di Napoli alla Capitale in maniera diretta e nel giro di non più di un’ora. Di fronte a un fallimento del genere ci si sarebbe aspettata una presa di coscienza della situazione, un’ammissione di colpa e poi un impegno concreto a non perdere altro tempo e a provare a recuperare terreno. Tutti insieme, mettendo da parte gli interessi personali. E invece no. Si continua con i soliti giochini e le solite accuse, con le frasi che dicono tutto e niente, con la minaccia di non far trovare i numeri in Consiglio comunale, le assenze strategiche e compagnia bella… E, purtroppo, bisogna constatare che, neanche fuori dalle stanze comunali di Afragola, c’è chi ha capito l’importanza della stazione. Perché, anche dai comuni vicini, sarebbe dovuta arrivare un’attenzione maggiore verso un’opera che può cambiare il verso dello sviluppo dell’area a Nord di Napoli. Invece, nessuno dice e fa niente. Non si muovono i Sindaci, gli Assessori, i Consiglieri comunali dei comuni vicini, non si muovono i Consiglieri regionali e i Parlamentari della zona…Nessuno. Nessuno si muove… E intanto il treno passerà, si fermerà, ma non porterà quello sviluppo che avrebbe potuto portare. Ma forse, l’immobilismo di questi anni non è altro che il frutto di un disegno ben ordito da chi ha tutto l’interesse a lasciare l’area a Nord di Napoli nel degrado in cui è. Se c’è degrado, la malapolitica, quella del diritto scambiato per favore, del voto comprato, del condizionamento della camorra, potrà continuare a regnare indisturbata.

*direttore Cogito – editoriale n° 404 del 15 aprile 2017

Tags : assemedianoCOGITOSTAZIONE AFRAGOLA
Redazione

Autore: Redazione

Lascia un commento