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Cultura

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La scuola Genoino festeggia al comune la partecipazione al Festival della Canzone europea dei Bambini

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Nella giornata di ieri si è svolta al comune di Frattamaggiore una manifestazione celebrativa per la partecipazione dell’Istituto Comprensivo Genoino di Frattamaggiore al Festival della Canzone europea dei Bambini a Baselga di Piné (Trento).
La gara, indetta dall’Associazione Coro Piccole Colonne di Trento, è rivolta a tutte le classi delle scuole primarie d’Italia e del mondo (purché in esse si studi l’italiano). La scuola frattese è riuscita a spuntarla nonostante i testi composti dalle scuole partecipanti siano stati oltre 250, arrivati da tutta Italia e anche dall’estero (dalla Croazia, dalla Repubblica Ceca, dal Belgio, dalla Germania e anche dall’Argentina).
Frattamaggiore sarà rappresentata con il brano “Il capriccio di Mozart” dopo il successo ottenuto al XIV concorso internazionale “Un testo per Noi”. La canzone è stata composta dalla classe IV del suddetto istituto grazie all’impegno della Preside Ersilia Ambrosino e delle insegnanti Angela Pappacena, Lucia Credentino oltre alla collaborazione del cantante di fama internazionale Al Bano Carrisi che musicherà il testo.
Il Comune di Frattamaggiore ha accolto, nella sala consiliare, la direttrice del Coro Piccole Colonne Adalberta Brunelli dalla provincia di trento che, con i suoi collaboratori, ha illustrato lo svolgimento del concorso canoro, che sarà trasmesso in diretta nazionale.
“Queste iniziative devono renderci orgogliosi – ha sottolineato il Sindaco Marco Antonio Del Pretesia perché il nome di Frattamaggiore è riuscito nuovamente a brillare a livello nazionale e sia per il significato intrinseco che assume questo concorso canoro: quello di promuovere tra i ragazzi la dimensione europea, creando occasioni di dialogo interculturale fra coloro che formeranno l’Europa del domani”

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Cultura

Analfabetismo Emotivo

juna marco e bolignano

Mostra fotografica itinerante a cura di Juna&Marco

Domenica 19 novembre 2017 – ore 17,00

Si terrà domenica 19 novembre alle 17,00, alla Chiesa Santi Apostoli (via San Felice, 15 – Nola), il vernissage della mostra fotografica “Analfabetismo Emotivo” di Juna e Marco, organizzato dall’associazione Oxeia in collaborazione con “Cultura A Colori”, media partner.

Dopo il grande successo ottenuto nella prima mostra avvenuta a luglio alla Casina Pompeiana di Napoli, i due artisti scelgono la città dei Gigli come seconda tappa della loro mostra itinerante.

L’evento, patrocinato dal comune di Nola e dall’associazione “CriminAlt” di Saviano, oltre ai due fotografi professionisti Juna e Marco, vedrà l’alternarsi di vari relatori, quali: Don Lino D’Onofrio, vicario della diocesi di Nola; la criminologa Mariarosaria Alfieri, Presidente dell’Ass. CriminAlt; il Prof. Carmine Cimmino, letterato, storico e cultore d’arte; l’attore e regista Gianni Sallustro, fondatore dell’Accademia Vesuviana del Teatro. Modera la giornalista di Julie Italia e direttore di “Cultura A Colori”, Sonia Sodano.

Il progetto fotografico “Analfabetismo Emotivo – viaggio per immagini nel disagio del vivere nel nuovo millenio”, che sarà in mostra dal 19 al 25 novembre, ha riscosso l’interesse di grandi artisti come l’attrice Maria Bolignano e l’attore, regista e musicista Maurizio Casagrande, che ha così commentato:

L’enorme possibilità di avere tutto, fa sì che poi alla fine non vuoi nulla. C’è bisogno che tutti, compresi gli artisti come me, facciano ricordare ai giovani quali siano le cose importanti della vita e quali no.”

L’intera presentazione sarà trasmessa in diretta su jmradio.it, web radio dell’associazione Oxeia.

 

Note dell’artista

Analfabetismo Emotivo è uno sguardo crudo e disincantato su un aspetto particolarmente deleterio del vivere d’oggi: l’anestesia della sensibilità cui molti soggiacciono, passivi e rassegnati. L’atmosfera surreale di cui le immagini sono intrise è una necessità estetica, funzionale alla finalità di denuncia, che è fondamento alla genesi dell’opera. Nel lavoro di Juna, tuttavia, la provocazione non è un elemento fine a se stesso, un espediente teso al solo scopo di spaesare, colpire ed affascinare. L’arte provocatoria delle immagini è strumento attraverso cui esse possono, si spera, riuscire a scuotere la coscienza dello spettatore. La società in cui viviamo è troppo spesso assurda, astratta e devastante. L’Autrice, nella propria esposizione, si concentra sui giovani per la fragilità e la predisposizione ad essere plasmati, diventando inevitabilmente, più vulnerabili. In realtà il problema è alla radice. La devastazione inizia dal cuore della società: la famiglia. Quella di Juna non è certo la prima, né sarà l’ultima, voce a levare un doloroso atto d’accusa verso quest’angosciante deriva sociale, ma se le voci di denuncia si accorpano, magari nasce un coro deciso, capace di scuotere gli animi. In quanto fotografi ed operatori multimediali, Juna e Marco soggiacciono ad una naturale predisposizione all’osservazione analitica dei propri simili, a scrutare le loro emozioni, e catturarle in uno scatto.

Sarebbe stato fin troppo facile soffermarsi sui gesti quotidiani, catturare le scene di vita vera, nelle strade e nei luoghi di celebrazione quotidiana dei riti sociali. Lì, dove si verifica e si palesa lo stato di disagio del homo sapiens, in questo incipit del terzo millennio. Un’idea ancor più sotterranea sottende ai concepts alla base dei quindici scatti di questo racconto: che tutto il malessere presente nella nostra attuale società sia frutto dei disegni, delle attività di poteri oscuri che operano al di là della nostra portata. (Juna)

 

Biografia degli artisti:

Juna e Marco si occupano d’arte a 360 gradi, con un occhio particolare alle realtà presenti sul territorio campano. Specializzati in arti visuali e performative, sono sempre presenti per prestare supporto per qualsiasi forma artistica venga proposto sul territorio.

 

Juna inizia come fotografa paesaggista, ma il suo spirito curioso ed introspettivo la spinge presto verso la fotografia di strada, la cosiddetta “street photography”, alla ricerca estetica dell’universale nascosto nelle pieghe del quotidiano. Divenuta professionista nel campo della ritrattistica e della documentazione di eventi, si dedica sempre più frequentemente alla fotografia di scena prendendo parte in tale veste a varie produzioni teatrali, televisive e cinematografiche. Viene così in contatto con entrambi i mondi, il ché la spinge ad approfondire gli aspetti connessi con le arti performative partecipando ai corsi dell’Accademia Vesuviana del Teatro del Maestro Gianni Sallustro, prendendo parte alle lezioni di docenti del calibro dello stesso Gianni Sallustro, Ciro Pellegrino e Giuseppe Matrocinque. Partecipa quindi nel luglio del 2106, in ruolo di coprotagonista, alla messa in scena de “L’Amore è una Cosa Meravigliosa” tratto da “Le DinDon” di Feydau, con adattamento e regia di Gianni Sallustro, presso il teatro “Di Costanzo-Mattiello” di Pompei (NA). Resta però, fedele al grande amore artistico della sua vita: la fotografia. Il suo percorso l’ha avvicinata, in quest’ultimo periodo, all’esplorazione di tematiche sociali particolarmente legate alle difficoltà di comunicazione e comprensione tra gli esseri umani. Prende forma così, intorno alla metà del 2016, il suo ultimo progetto, significativamente denominato “Analfabetismo emotivo”, che sarà oggetto di una serie di mostre itineranti.

Marco si avvicina alla fotografia grazie al suo coinvolgimento, come cofondatore, nelle attività di una testata giornalistica locale. Tra i compiti assegnatigli, oltre a quello di scrivere ‘pezzi’ di cronaca, vi è quello di fotoreporter e compositore delle pagine (attività molto prossima all’artigianato, essendo ancora alle soglie dell’epoca in cui il computer sarebbe diventato personal). Finita l’avventura giornalistica, resta l’innamoramento per la fotografia, innamoramento che sarebbe divenuto col tempo vero e proprio amore. Con un percorso forse più diretto, stanti le proprie origini di fotogiornalista, anche Marco si dedica alla fotografia di strada.  Fotografo professionista, pur mantenendo intatto la passione per la fotografia, comincia ad esplorare altri ambiti, in particolare, la cinematografia, cimentandosi da entrambi i lati della macchina da presa e nella scrittura. Con Juna prende parte alle lezioni di teatro e cinema di Gianni Sallustro, Ciro Pellegrino e Giuseppe Mastrocinque. Sempre con lei è coprotagonista de “L’Amore è una Cosa Meravigliosa” al Di Costanzo-Mattiello. E’ protagonista, per la regia di Nunzio Della Marca, del cortometraggio “Un Padre”. E’ coprotagonista nei cortometraggi “Ricordo di Mille Notti”, “La Casa delle Bambole” e “L’Ostacolo più Grande”, diretti rispettivamente dalle cineaste dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli Mariacarmen Fiorenza Ranieri, Imma Crispo e Antonella Correale. Cofondatore, con Juna, dell’Associazione Culturale Oxeia, ha tra i propri progetti a breve termine corsi di fotografia e cinematografia con tecniche analogiche (perché quest’arte non abbia a perdersi), un documentario su manifestazioni social-musicali del meraviglioso e spesso misconosciuto territorio dell’entroterra casertano ed un cortometraggio di indagine sociale basato su una storia.

 

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Cultura

Centouno, il nuovo libro di Marco Perillo

Perillo

101, Perché sulla storia di Napoli che non puoi sapere

 

Dall’autore di Misteri e segreti dei quartieri di Napoli, un nuovo viaggio affascinante dentro il cuore di Napoli.

Napoli non è solo una città, ma un universo in cui ogni domanda può trovare una risposta. Un luogo in cui sono accaduti alcuni tra i più importanti episodi della storia, dove sono transitati personaggi leggendari.

Una civiltà multietnica le cui origini ancestrali vanno a braccetto con l’arrivo dei Greci, le innovazioni dei Romani, gli splendori bizantini, le fierezze normanno-sveve, la raffinatezza francese, l’esoterismo rinascimentale, il barocco dei Viceré, l’Illuminismo settecentesco, il Romanticismo e i segreti del secolo breve.

Questo libro svela 101 perché sui suoi trascorsi: perché è nota come la città del sole, perché a Napoli esisteva l’otium e c’è ancora, perché il gioco del lotto sbancò qui più che altrove, perché il dialetto ha parole che provengono da mezzo mondo e la cucina partenopea è apprezzata dappertutto.

Tante curiosità e aneddoti del passato, che servono però a interpretare il presente di questa città.

Le curiosità

  • Perché gli argonauti possono averci messo piede? Eumelo Falero e i cercatori del vello d’oro
  • Perché il Graal avrebbe a che fare col Maschio Angioino? La conoscenza rivelata di un grande sovrano
  • Perché è nato qui il pesce d’aprile? Un pescatore, il viceré e una storia da riscoprire
  • Perché la Gioconda potrebbe essere una dama napoletana? Donna Costanza d’Avalos e l’enigma del dipinto più noto al mondo
  • Perché ’O sole mio fu cantata nello spazio? L’universale melodia napoletana e il viaggio di Gagarin del 1961.

L’autore

Marco Perillo è nato nel 1983. Discende da una nobile famiglia partenopea, forse di origine normanna.

Ama la sua città come fosse una madre e da sempre nelle sue opere cerca di raccontarne la ricchezza.

Giornalista de «Il Mattino», è autore del romanzo Phlegraios / L’ultimo segreto di San Paolo. Con Newton Compton ha pubblicato Misteri e segreti dei quartieri di Napoli (Premio Tulliola Renato Filippelli e Premio Letizia Isaia) e 101 perché sulla storia di Napoli che non puoi non sapere.

Centouno

Pagine: 432

Prezzo: 10,00

e-book: 4,99

Tutti i dettagli su: http://bit.ly/2llu256

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Cultura

“Lettere a mia figlia”, libro sull’Alzheimer

Giuseppe Alessio Nuzzo e Leo Gullotta sul set di Lettere a mia figlia

Prefazione di Leo Gullotta

 

L’opera di Giuseppe Alessio Nuzzo frutto dell’omonimo film breve  premiato ai Nastri d’Argento e al Giffoni Film Festival,  che vede l’attore siciliano nei panni di un anziano ammalato.

«Un tema importante, un atto di solidarietà affettiva, verso chi ne ha bisogno». Sono le parole dell’attore Leo Gullotta, volto del progetto “Lettere a mia figlia” incentrato sul tema dell’Alzheimer. Un progetto che si è concretizzato dapprima in un film breve ed ora in un libro, entrambi che portano la firma del giovare regista Giuseppe Alessio Nuzzo. Edito da Pulcinella Editore il testo ripercorre la malattia, le origini, le motivazioni e la vera storia di “Lettere a mia figlia”.

I PROTAGONISTI

 «Raccontare di una malattia così delicata non è facile – dichiara il regista partenopeo, già direttore generale del Social World Film Festival – Ho ritenuto necessario far trasparire sin dai primi script il rispetto della dignità della persona in quanto tale cercando collaborazione nella stesura della sceneggiatura da parte di scienziati ed esperti in materia. “Lettere a mia figlia” è stato per me, e lo è ancora, un percorso di vita». Al volume, disponibile in tutte le librerie allo scaffale o su ordinazione, è allegato il dvd con il film breve integrale e contenuti extra (prezzo 14,90€). «La storia che si racconta è quella di un uomo che ha vissuto la sua vita gioiosa in famiglia con la moglie e la bambina che diventerà presto donna – racconta Gullotta, protagonista del corto e autore della prefazione del libro – In questo percorso lo aggredisce la malattia che porterà lui e la sua famiglia ad attraversare un dolore quasi “cosciente”».

IL FILM

 Girato tra Napoli e provincia, “Lettere a mia figlia”, ha ottenuto una menzione speciale ai Nastri d’Argento, miglior corto al Giffoni Film Festival, in selezione ai David di Donatello, 100 proiezioni in tutto il mondo e più di 30 riconoscimenti. Protagonista è Leo Gullotta nei panni di un anziano padre che scrive delle lettere alla figlia nel tentativo di spiegare la sua malattia: «Un corto che serve a far entrare chi guarda in questa piccola storia di una malattia terribile, l’Alzheimer». L’opera prodotta da Paradise Pictures con Pulcinella Film è stata trasmessa in prima tv da Studio Universal (Mediaset Premium DT).

L’AUTORE

Giuseppe Alessio Nuzzo (classe 1989) è già autore dell’antologia “Cinema e sogno” definita “monumentale” dallo storico presidente dei David di Donatello, Gian Luigi Rondi, che ne ha curato la prefazione. È fondatore e direttore generale del “Social World Film Festival”, per il quale ha curato 33 eventi internazionali in 27 città dei 5 continenti. Nel 2011 è tra le dieci eccellenze del cinema giovane italiano a Los Angeles e giurato ufficiale al Festival, ora Festa, del Film di Roma. Nel 2013 ha ideato e fatto realizzare il primo ed unico monumento al cinema in Italia, “The Wall of Fame” a Vico Equense; nello stesso anno è sua l’idea di istituire un Museo/Mostra permanente del cinema del territorio e della Penisola Sorrentina. Ha diretto e prodotto numerosi documentari, cortometraggi e spot per i quali ha ricevuto importanti premi tra cui Ia menzione speciale ai “Nastri d’Argento” e il primo premio al “Giffoni Film Festival”. Nel 2017 esce al cinema il suo primo lungometraggio “Le verità”, vincitore del Gran Premio della Critica al Siena Film Festival.

“Un racconto, anche se di finzione come questo di “Lettere a mia figlia”- dichiara Leo Gullotta -credo che aiuti a far capire meglio al cittadino comune l’attraversamento del dolore e della perdizione che affligge tante, troppe persone che di colpo perdono la memoria, del loro sentirsi vuoti.”

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Cultura

Il tempo del vino e delle rose: eventi della settimana

Il tempo del vino e delle rose

Venerdì 10 ore 18, Incontro con la poesia di Andrea de Alberti, Dall’interno della specie, Einaudi.

Ne parla con l’autore la poetessa Viola Amarelli

Letture di benvenuto a cura di Viola Amarelli e Vanina Zaccaria ​

Domenica 12 ore 11, Mimmo Muolo, Il Papa del coraggio, Edizioni Ancora

Verrà presentato domenica 12 novembre alle 11,00 al Caffè letterario “Il tempo del vino e delle rose” (Piazza Dante 44-45 Napoli) il libro di Mimmo Muolo “Il Papa del coraggio – un profilo di Benedetto XVI” (Edizioni Ancora, 2017).
Sarà presente, oltre all’autore, il prof Felice Casucci, ordinario di Diritto Privato Comparato all’Università del Sannio. Presenta Rosanna Bazzano.

Il volume, pubblicato per i 90 anni del Pontefice emerito, ne approfondisce soprattutto il Pontificato, durato sette anni, dieci mesi e nove giorni. Il libro di Mimmo Muolo ne esplora dunque le coordinate fondamentali. Da un lato il confronto con il mondo laico, al quale il Pontefice ha rivolto un pressante appello ad allargare la razionalità e a vivere «come se Dio ci fosse». Dall’altro la questione della fede, posta con forza all’interno della Chiesa come strumento indispensabile per quel confronto e per un nuovo annuncio del Vangelo. Prendendo le mosse dalla sorprendente rinuncia, l’Autore delinea un ritratto originale di Joseph Ratzinger, mostrando la grande distanza tra il «Papa reale» e quello «percepito». Un Papa dalle scelte coraggiose, il cui insegnamento non va dimenticato.

Mimmo Muolo è vaticanista e vice capo della Redazione romana di Avvenire. Ha seguito i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora di Francesco, seguendoli anche nei loro viaggi apostolici. Ha al suo attivo diversi volumi, tra i quali “Don Ernest Simoni, dai lavori forzati all’incontro con Francesco” (Edizioni Paoline) e il recentissimo “L’enciclica dei gesti di Papa Francesco”, (Edizioni Paoline).​

Il tempo del vino e delle rose
Caffè letterario

piazza Dante 44/45, Napoli
Info 081 014 5940

 

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Cultura

Angela Matassa al Tram

Angela-Matassa

 La giornalista presenta il suo libro: “Favole e Leggende della Campania”

Mercoledì 8 novembre a Napoli, ingresso libero

 

Gli scrittori sul palco: la rassegna ideata da Antonio Mocciola ospita la scrittrice e giornalista Angela Matassa, che presenta il suo ultimo libro “Favole e leggende della Campania”.
Sul palco del teatro Tram le parole dell’autrice saranno lette ed interpretate da Laura Pagliara.
Previsto l’intervento di Maresa Galli, mentre a moderare sarà Antonio Mocciola.
Favole, leggende, riti e miti. Storie intramontabili, millenarie e comuni a tutti i Paesi del mondo. La Campania è terra di emozioni, colori e suoni, da cui sono nate storie diventate favole universali.
Questo libro spiega le origini, le motivazioni, la potenza della tradizione orale, ma è anche un libro modernissimo, che si accompagna a una App per girare in maniera inedita il Centro Storico di Napoli.
Teatro Tram, via Portalba, 30
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Cultura

“ACT LAB 2.0”: arte e cultura alla Sanità

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Laboratorio di arte e cultura per ragazzi, presidio di legalità e integrazione

 

Torna il progetto dell’associazione Napoli inVita sostenuto con i fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese in collaborazione con Delirio Creativo, Crescere Insieme Onlus e l’Istituto Maestre Pie Filippini, che promuove lo sviluppo socio culturale della Municipalità 3 di Napoli attraverso le attività di artigianato, teatro, musica e fotografia

Dopo essersi imposti lo scorso anno come presidio di arte e cultura nel Rione Sanità, torna il “Laboratorio di artigianato, tradizioni e creatività” in una versione 2.0.

Fermo restando gli obiettivi della passata edizione, quali essere occasione di impegno creativo e alternativa alla strada per giovani ed i minori “a rischio”, il secondo anno di attività vuole essere una release di sviluppo del precedente. Tante le novità del progetto dell’associazione “Napoli inVita – Persone Idee Opere per lo sviluppo sociale della Città” sostenuto con i fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese in collaborazione con “Delirio Creativo”, “Crescere Insieme Onlus” e l’Istituto “Maestre Pie Filippini”.

In primis verrà allargato l’ambito territoriale di riferimento al quale proporre le iniziative laboratoriali che si estenderà a tutta la Municipalità 3 di Napoli, che raggruppa i quartieri Stella e San Carlo all’Arena per una popolazione residente pari a più di 100.000 abitanti.

Le attività laboratoriali (artigianato della ceramica e presepiale, artigianato della carta e legatoria, teatro e musica, fotografia) verranno arricchite e si estenderanno anche alla conoscenza esperienziale del territorio (“laboratorio outdoor”). L’apprendimento sarà, così, supportato dalla scoperta ed esplorazione dello spazio urbano; infatti, attraverso l’esperienza diretta si intende far acquisire maggiore conoscenza del patrimonio paesaggistico, storico e artistico partenopeo, che si inviterà poi i ragazzi a documentare in vario modo (ad esempio, con la realizzazione di mappe e itinerari del territorio esplorato).

Alle attività laboratoriali si affiancheranno attività più tipicamente educativo-formative di supporto all’apprendimento scolastico (“laboratorio-doposcuola”); anche questa ulteriore linea di attività si integrerà ed arricchirà attraverso il laboratorio outdoor.

Infine, il laboratorio acquisterà una seconda sede. Oltre agli spazi dell’associazione no profit “Crescere Insieme” (piazzetta San Vincenzo alla Sanità, 25) dove si svolgeranno i corsi di artigianato della ceramica e presepiale ed il laboratorio doposcuola, ci saranno quelli dell’Istituto “Maestre Pie Filippini” (vico S. Maria della Purità, nei pressi di via S. Teresa degli Scalzi) che ospiteranno le attività teatrali e musicali ed il corso di artigianato della carta.

«Riprendiamo le attività del Laboratorio con l’entusiasmo che ci ha lasciato l’esperienza dello scorso anno – spiega Luigi Mingrone, presidente di “Napoli inVita” – non è stato facilissimo intraprendere questa “avventura”, ma le soddisfazioni che ci ha dato sono state tante. In fondo, abbiamo capito che salire su un palco per recitare, anche solo pochi minuti, o impegnarsi per modellare una statuina in creta e vederla nascere tra le proprie mani, può significare tanto, specie per chi nella vita è stato rifiutato, deriso, respinto, umiliato. Riprendiamo quindi ACT Lab, per farne sempre più un Laboratorio al servizio della Città e dell’Altro: in questo senso sarà un laboratorio “politico”. Infatti la nostra resta una proposta di “affiancamento” alle Istituzioni (non solo alle Amministrazioni pubbliche, ma anche alle Famiglie ed alle altre Agenzie educative), per mobilitare energie creative ed impegno culturale contro il disagio e l’esclusione sociale».

L’OFFERTA FORMATIVA. Il Laboratorio mette gratuitamente a disposizione dei ragazzi 4 tutor per le attività artigianali (230 ore di tutoraggio), 2 per la “Fototeca popolare” (40 ore); 2 per il “Laboratorio outdoor” ed il sostegno all’apprendimento “doposcuola” (80 ore) e 2 per le attività teatrali e musicali (80 ore di tutoraggio). Le attività si svolgeranno nelle ore pomeridiane, da ottobre 2017 a maggio 2018. Ogni tutor sarà a disposizione del gruppo di ragazzi che seguirà per almeno 2/3 ore alla settimana, in giornate prestabilite.

 I corsi

Corso di ceramica ed artigianato presepiale. L’ antica tradizione dei pastori in ceramica sarà insegnata a tutti i partecipanti, seguiti da Rosario Fiorenza e dagli artigiani della comunità “Crescere Insieme”. I personaggi tradizionali del presepe napoletano saranno riprodotti a partire dalla materia prima, l’argilla. I partecipanti avranno l’occasione di conoscere questo antico mestiere imparando al contempo, attraverso la scoperta dei personaggi del presepe, la vita sociale del passato.

Corso di artigianato della carta e legatoria. Un vanto del passato partenopeo erano le botteghe di stampa e legatoria. Una produzione che ancora oggi resiste in alcuni punti della città. Con questo laboratorio i partecipanti impareranno l’arte dell’editoria seguiti da Francesca Liguori, un architetto che con questa passione ha iniziato anni fa ad autoprodurre piccoli libri fino al suo ultimo progetto svolto per Riccardo Dalisi.Una disciplina al tempo stesso creativa e rigorosa.

Corso di teatro e musica. L’aspetto teatrale sarà a cura del Delirio Creativo, il Laboratorio diretto da Raffaele Bruno e scelto da Stefano Benni per i suoi seminari. Oltre a Raffaele Bruno (o’mastefest’) ci sono le preziose compagne di viaggio Federica Palo (docente di regia, dizione e storia del teatro) e Silvia Romano (docente di canto e pianoforte). Delirio Creativo è un rito teatrale di creazione e improvvisazione collettiva che coinvolge appassionati di teatro, musicisti, attori, curiosi, e in generale chiunque voglia lasciar andare ritrosie e timori a favore dell’immaginazione, della fantasia e della passione. Il rito diventa una pratica spirituale per l’animo, con cui sperimentare un profondo senso di libertà, uno spazio neutro dove muoversi in totale serenità e senza più le costrizioni del nostro quotidiano. Il rito non è solo libertà di espressione, ma è anche uno strumento per avvicinarsi alla tecnica attoriale. Durante le sessioni di Delirio Creativo si imparerà in maniera completamente naturale ad usare correttamente la voce, gestire lo spazio scenico, interagire con gli oggetti, costruire un personaggio, lavorare sul testo, improvvisare.

Laboratorio doposcuola e Laboratorio outdoor. Le attività di sostegno all’apprendimento scolastico saranno coordinate da Rosario Fiorenza e saranno svolte principalmente da volontari di Crescere Insieme ONLUS. Il laboratorio di apprendimento esperienziale (outdoor) è stato ideato e sarà curato dall’educatrice e sociologa Joanna Genetasio.

LA FOTOTECA POPOLARE. Il progetto si realizza attraverso la raccolta delle foto di famiglia e personali, quindi attraverso la loro catalogazione con relativa digitalizzazione. La fototeca è un percorso di ricerca, che vede anche la partecipazione degli allievi delle scuole presenti sul territorio e delle loro famiglie, ma è soprattutto uno stimolo al dialogo intergenerazionale tra gli anziani, gli aduli e i giovani. Al termine di questo secondo anno di ricerca, come al termine del primo, sarà realizzata una mostra espositiva delle foto prescelte dai partecipanti.

Per ulteriori informazioni e per l’adesione ai corsi:

–       Corso di ceramica ed artigianato presepiale: Mario Vitrone, tel. 347 63 34 315

–       Corso di artigianato della carta e legatoria: Francesca Liguori, tel. 338 72 40 562

–       Corso di teatro e musica: Federica Palo, tel. 329 80 40 580

–       Attività doposcuola e laboratorio outdoorRosario Fiorenza, tel 3384880652

–       Fototeca popolare: Mattia Verde, tel 3805099533

–       Coordinamento: Luigi Mingrone, tel 3284619744

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Cultura

Esercito di Terracotta cinese incanta Napoli

Mostra Esercito di Terracotta Napoli

Tutti in coda per l’Ottava Meraviglia

Registra un grande successo la prima settimana di apertura della Mostra “L’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina” nella Basilica dello Spirito Santo.

Oltre 5000 presenze in pochi giorni e file di visitatori pazientemente in attesa per assistere allo spettacolo che offre la grandiosa istallazione dell’esercito di terracotta, considerata l’Ottava Meraviglia del mondo, eccezionalmente trasferitasi in una delle strade più centrali di Napoli, in via Toledo.

– La città partenopea ha ripagato la scelta di una prima nazionale, dimostrando sensibilità e apertura al mondo. I soldati accompagnano i visitatori in un viaggio che passa attraverso 2000 anni di storia, con l’ausilio dell’artigianato moderno proveniente della stessa regione dello Xi ‘An, dove l’esercito è stato ritrovato e riprodotto, per questa mostra, dagli unici calchi originali esistenti.

L’atmosfera unica e l’avvicinamento di due modi differenti di raccontare il sacro, l’imponente Basilica con i suoi 1800 metri quadrati, da un lato, e il Mausoleo qui riprodotto hanno contribuito al successo dell’esposizione. Ultimo tassello, costante incognita nel panorama culturale contemporaneo, era il pubblico, la cui risposta positiva ci ha dato grandissima soddisfazione. – Questa la dichiarazione del curatore italiano dell’esposizione, Fabio Di Gioia.

La Mostra “L’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina” è aperta al pubblico tutti i giorni fino al 28 gennaio. Le prevendite sono disponibili su Vivaticket. Per informazioni: www.esercitoditerracotta.it .

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Cultura

“ADDOSSO” di Antonio Mocciola

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Un libro fotografico di ironia e di denuncia

120 frasi omofobe “vip” su 120 corpi nudi, quando l’odio lascia tracce

Presentazione martedì 24 ottobre, ore 18.30, Teatro Zona Vomero

“Addosso” é un progetto fotografico di sconvolgente attualità, dal forte impatto e che farà discutere: sui corpi nudi di uomini e donne il giornalista Antonio Mocciola ha scritto 120 frasi omofobe, tratte dall’ampio repertorio di personaggi politici, ecclesiastici, istituzionali.

Da Alessandra Mussolini (“Meglio fascista che frocio”) a Joseph Ratzinger (“I matrimoni gay sono un pericolo per la pace”), arrivando a Gianfranco Fini (“I gay non possono fare i maestri di scuola”), queste frasi, gravissime perché amplificate dai media, hanno contribuito all’isolamento sociale di tante persone e dato fiato al bullismo verso tanti giovanissimi che, nei peggiori dei casi, non hanno saputo reggere al dolore inferto da una società invelenita.

Utilizzando la tecnica della scrittura su corpo, Mocciola scrive queste frasi addosso ai suoi modelli gridando il proprio sdegno e denunciando la condizione di deplorevole degrado in cui versa l’italia degli anni ’10, amplificando con il candore dei corpi imbrattati la violenza del messaggio omofobo.

Addosso!” gridavano i fascisti al nemico del giorno; che fosse un dissidente politico, un omosessuale o un povero eritreo era uguale. “All’armi! All’armi! All’armi siam Fascisti/ Terror dei comunisti / addosso ai socialisti che non si son mai visti e poi per far la pari addosso ai popolari”.

Addosso alla nostra pelle portiamo le cicatrici della vita, e le cose che ci hanno ferito. Nella vita, e in televisione, e sui giornali, ne ho ascoltate e lette tante, troppe, di parole contro i gay.

E allora mi sono vendicato. Ho raccolto un centinaio di frasi, le ho dipinte sul corpo inerme, come fosse una bandiera bianca, di meravigliosi artisti o attivisti o scrittori o gente comune, e le ho esibite, impudiche più dei corpi nudi, davanti ai vostri occhi.

Non mi é stato difficile trovarle. In rete, sui giornali, su youtube, nella mia memoria. Sono frasi odiose, razziste, disgustose, esibite con orgoglio, spesso davanti a una canaglia inferocita, che con lo stesso livore si scaglia poi su donne, stranieri, nani, obesi, calciatori avversari, vicini di casa. Tutti gli odii hanno la stessa radice.

E se vi faranno impressione, al primo impatto, i corpi nudi, leggete bene la frase che indossano: è lì, e solo lì, lo scandalo. E lì, e solo lì, l’oscenità”. – spiega Antonio Mocciola

L’autore

Antonio Mocciola, (Napoli, 1973), è autore di teatro e di narrativa. Tra i suoi successi, “Le belle addormentate”, viaggio tra i borghi-fantasma d’Italia (primo posto su Amazon – viaggi) ed il romanzo “Il tempo degli amaranti” (primo posto su Kobo – glbt).

Tra le opere teatrali “Mediterranea Passione” per Piera Degli Esposti, “Bella da morire” per Rosaria De Cicco”, “La cella zero” sullo scandalo delle carceri italiane, “Leopardi amava Ranieri” e “Gli amici se ne vanno” sulla vita di Umberto Bindi. Scrive i booklet di diversi cd di Giuni Russo e del Dvd di Franco Battiato “La sua figura”.

TEATRO ZONA VOMERO
VIA MARIO DE CICCIO, 18 (parallela via Cilea)

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Cultura

Continua la XXIII edizione dell’Autunno Musicale

Amatis Piano Trio.Photo: Marco Borggreve

Continua la XXIII edizione dell’Autunno Musicale con la collaudata formula del week-end itinerante ed è articolata in diverse sezioni. In questo week-end, presso la Chiesa dei SS. Rufo & Carponio di Capua, suoneranno il pianista olandese Henry Kelder (venerdì 20) e con un doppio concetto con una delle principali formazioni cameristiche della nuova generazione Amatis Piano (sabato 21 e domenica 22).

Venerdi 20 Ottobre – 19.30
Capua Chiesa dei SS. Rufo & Carponio
PIANOFESTIVAL
Henry Kelder pianoforte

Edvard Grieg / John Cage / Gerard Hengeveld / Willem Pijper / Remy Alexander / Henry Kelder / Anatoly Lyadov / Franz Liszt 

Progetto realizzato nell’ambito: Il Pianoforte nel ‘900 / in Olanda
Intero 2,00 euro | Ridotto 1,00 euro (ridotto per giovani fino a 25 anni)

Sabato 21 Ottobre – 19.30
Capua Chiesa dei SS. Rufo & Carponio
MUSICA DA CAMERA 
Amatis Piano Trio
Lea Hausmann violino
Samuel Shepherd violoncello
Mengjie Han pianoforte

Franz Joseph Haydn / Felix Mendelssohn Bartholdy /Dimitri Shostakovich 
Intero 4,00 euro | Ridotto 2,00 euro (ridotto per giovani fino a 25 anni)

Domenica 22 ottobre – 19.30
Capua Chiesa dei SS. Rufo & Carponio
MUSICA DA CAMERA
Amatis Piano Trio
Lea Hausmann violino
Samuel Shepherd violoncello
Mengjie Han pianoforte

Maurice Ravel / Franz Schubert
Intero 4,00 euro | Ridotto 2,00 euro (ridotto per giovani fino a 25 anni)

 

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