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TEATRO

COMUNICATI STAMPATEATRO

Il Festival delle Periferie si trasferisce al TAN (Teatro Area Nord)

patrizia spinosi

Stati di Grazia e di Emergenza

Da mercoledì 25 luglio, il Festival delle Periferie – Stati di Grazia e di Emergenza, inserito nell’ambito della manifestazione Estate a Napoli 2018 “ESTATE BAMBINA – A voce d’e creature”, promossa dall’Assessorato alla cultura e turismo del Comune di Napoli, dopo la prima tappa al Cimitero delle Fontanelle si sposta al TAN (Teatro Area Nord) di Piscinola, che ospiterà spettacoli, recital e concerti fino al 29 luglio. Si parte il 25 luglio alle ore 21 con la replica del recital “Quotidiane ispirazioni” del Teatro Nest, con Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo, per la regia di Giuseppe Miale Di Mauro. Si prosegue venerdì 27 luglio, sempre alle ore 21.30, con Ichòs Zoe Teatro, che presenta “Ferdinando” di Annibale Ruccello, con Teresa Addeo, Ilaria Basile e Giuseppe Giannelli, diretto da Salvatore Mattiello. Sabato 28 luglio alle 21 va in scena “Dramma nell’aria”, a cura del Nuovo Teatro Sanità, con Roberta De Pasquale, Gennaro Maresca e la partecipazione di Arianna Cozzi, per la regia dello stesso Maresca. Ultimo appuntamento domenica 29 luglio ore 21.30 con “Lei Kurt Weil”, recital sui songs di Kurt Weill e le poesie di B. Brecht, che vede in scena Patrizia Spinosi e l’ensemble formato da Michele Boné e Josi Auriemma, diretti da Mariano Bauduin.
Gli spettacoli sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Venerdì 27 luglio ore 21.30, sul palcoscenico del TAN va in scena il capolavoro di Annibale Ruccello, “Ferdinando”, interpretato da Teresa Addeo, Ilaria Basile e Giuseppe Giannelli, per la regia di Salvatore Mattiello. Lo spettacolo presentato da Ichòs Zoe Teatro sposta il tempo di Ferdinando un secolo più avanti, portandolo negli anni settanta/ottanta, cioè negli anni di Jennifer.

«Ferdinando ‑ spiega il regista Salvatore Mattiello ‑ è l’attesa di qualcosa che può accadere. È un oggetto del desiderio chiarissimo e non oscuro come altri di altre memorie. Un aspettando Godot che qui però arriva sotto mentite spoglie. Un “paccotto” che la nuova classe emergente e padrona propina ad una nobiltà ormai decaduta e che funziona perché di quest’ultima, la prima ne conosce l’indole, le pulsioni, i desideri, i godimenti. Rileggendo ora a distanza di anni queste cose che costituirono le ragioni della messinscena di “Ferdinando”, è tutto così terribilmente chiaro. Tutto sembra che si svolga da sé. A noi non resta che lasciarcene attraversare».

Con “Ferdinando” si ritorna ad uno storico percorso di Ichòs Zoe Teatro all’interno del teatro del drammaturgo di Castellammare di Stabia. “Ferdinando” con “Jennifer” fa parte del progetto “DOPPIO RUCCELLO” prodotto da Ichòs Zoe Teatro, e di potenza ispirato al miracolo della RESURREZIONE della nostra lingua materna.

Sabato 28 luglio ore 21.00, il Nuovo Teatro Sanità presenta al TAN (Teatro Area Nord), Dramma nell’aria da Jules Verne della compagnia B.E.A.T Teatro, spettacolo vincitore della sesta edizione della rassegna Sipari d’Emergenza, dedicata alle giovani compagnie e selezionato per il Milano Off F.I.L. Festival 2017 e per il Festival Avignon Le Off 2018.
Su una mongolfiera di carta pesta che libra leggermente nell’aria viene rappresentato un dramma della fragilità umana, in scena, Roberta De Pasquale (una sconosciuta), Arianna Cozzi (un ragazzo) e Gennaro Maresca (il proprietario della mongolfiera), che firma anche la regia; l’adattamento è invece di Fabio Casano.
Siamo nella metà del 1800 e un giovane uomo francese, nella conduzione cinica della sua esistenza, fa di una delle più belle scoperte dell’uomo il suo modo per vivere: il volo. Continuamente si esibisce nelle grandi piazze, mostra la sua mongolfiera e saluta dall’alto le folle, ma qualcosa, nella grigia Francoforte sul Meno, sembra non funzionare. Quando il silenzio dell’aria lo avvolge, il Proprietario, questo il nome del protagonista, si rende conto di non essere solo nel suo pallone, ma di aver visite. Ecco che gli si presenta lo Sconosciuto con le sue megalomani idee di uomo, scienziato forse, a cui nessuna istituzione ha dato ascolto. Una diatriba contornata di vino, musica, un macaron e tante litografie sul volo si trasforma in un assurdo sequestro di persona.

 Dramma nell’aria da Jules Verne vuole mettere in scena un racconto un po’ commedia e un po’ tragedia. Un piccolo Pierrot, o anche un Chaplin.
A proposito del suo lavoro teatrale, il regista Gennaro Maresca spiega: «Con gli attori ho giocato tanto. In scena ci sono due personaggi che ho voluto descrivere come due nessuno. Il proprietario di mongolfiera potrebbe essere “un” proprietario di mongolfiera, un cinico o meglio, uno che non s’importa nulla della grandezza delle scoperte umane che invece decanta alle presentazioni nelle fiere. L’altro è “uno” sconosciuto, un illuso poeta della scienza che vive sotto il peso insopportabile della sconfitta e del mancato ascolto. Due nessuno che si dimenano, litigano sul senso delle cose nell’aria, tra il rischio della morte e l’amicizia, tra un bicchiere di vino, un macaron e una scia di illustrazioni sul volo che lo sconosciuto farà volare nell’aria. Nell’aria si consuma un dramma, che diventa dramma ancora di più quando fa ridere».

A chiudere il secondo segmento del Festival delle Periferie, sarà, domenica 29 luglio ore 21.30, la compagnia Gli Alberi di Canto Teatro con “Lei Kurt Weill”, recital sui songs di Kurt Weill e le poesie di B. Brecht, con Patrizia Spinosi e l’ensamble formato da Michele Boné e Josi Auriemma, per la regia di Mariano Bauduin. Protagonista del panorama musicale della prima metà del Novecento, Kurt Weill si distingue per la sua capacità di assorbire le diverse correnti tematiche e stilistiche del tempo, senza consegnarsi a nessuna di esse, ma elaborando una cifra propria, inconfondibile, che ci permette di considerarlo quale indiscusso maestro dell’Espressionismo. I personaggi femminili cantanti da Weill hanno insito un desiderio rivoluzionario: usare la lotta per ribaltare il divario sociale e le differenze di classe. Seppure seducenti le donne weilliane cantano con il coltello nascosto in una mano e la pistola dentro la giarrettiera.

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TEATRO

“Cunto” a Teatro alla Deriva

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Terme-Stufe di Nerone 8 Luglio 2018 – ore 21:30

Direttore artistico | Giovanni Meola

Alle Terme – Stufe di Nerone (Bacoli-NA) per la VII edizione della rassegna TEATROallaDERIVA (il teatro sulla zattera), domenica 8 Luglio, alle ore 21:30, Bottega Bombardini presenta CUNTO, scritto e diretto da Rosario Sparno, che ne è anche protagonista con Antonella Romano.

Storia seducente e mostruosa in cui una donna ricama sculture di ferro e il fratello vi dona lucentezza con acqua di mare, il cunto che i due si fanno è così condiviso e raccontato in una lingua siciliana incantevole. Musica per chi racconta e per chi desidera ascoltare mentre i due sono attenti a non tagliarsi con quel filo che cuce, fila e sfila e ha sapore di ferro, di mare e di vendetta.

La VII edizione di TeatroallaDeriva, ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne cura la direzione artistica per il sesto anno, è composta da quattro appuntamenti, tutti di domenica alle 21:30.

Manifestazione unica in Italia, con gli spettacoli rappresentati su una zattera galleggiante sull’acqua, costruita appositamente e posizionata all’interno del laghetto circolare delle Stufe di Nerone.

In uno scenario suggestivo, lontano da caos e rumori della città, un teatro che prova a far ridere, emozionare, riflettere, pensare, avere dubbi, coltivare certezze.

TeatroallaDeriva, oramai appuntamento fisso dell’area flegrea napoletana, è riuscito ad aggregare e formare negli anni un pubblico affezionato ed attento, nonché sempre crescente edizione dopo edizione.

«Ogni anno cerco, con le mie scelte, di sparigliare, di creare un cartellone sghembo, senza certezze ma con tanti spunti. Quest’anno metto insieme registri assai differenti: una drammaturgia pura (quella su Frida Kahlo e Diego Rivera); una drammaturgia di tipo narrativo (‘Cunto’) con un serrato ping-pong attoriale; un recital musical-teatrale su un Totò autore di canzoni e protagonista di una tragica storia d’amore; uno spettacolo d’improvvisazione teatrale che in realtà parte da Shakespeare per arrivare a… Shakespeare. Il tutto mescolando percorsi e toni, dal più alto al più basso.

Mi auguro che il pubblico che sceglierà di passare una serata teatrale con noi, a ‘galleggiare’ sulla zattera, condividendo tutto ciò che i lavori saranno in grado di smuoverci dentro, sia sempre appassionato, generoso e numeroso come quello che ha popolato la rassegna in tutti gli anni precedenti».

TEATROallaDERIVA – gli altri appuntamenti

15 Luglio | Teatro dell’Osso | FRIDA KAHLO

di – regia | Mirko Di Martino > con | Titti Nuzzolese – Peppe Romano

Il testo, rielaborando testimonianze dirette, propone una figura lontana dall’immaginario ricorrente di grande artista sfortunata o semplicemente innamorata di Diego Rivera. Frida fu donna contradditoria: libera ma anche ingabbiata nel ruolo di moglie, rivoluzionaria nell’arte ma anche schiva. Ma lo scoppiettante duetto Frida-Diego rimanda ad un mondo ancora vivo nei suoi incredibili quadri.

22 Luglio | CRASC teatro di ricerca | TOTO’ CROONER. Un Otello principe di Bisanzio

di – regia – con | Carmine Borrino

Antonio De Curtis geloso come un Otello. Il copione shakespeariano come pre-testo per drammatizzare la passione fatale che il giovane Totò ebbe ad inizio carriera per e con la sciantosa Liliana Castagnola. La morbosa gelosia, le malelingue, le incomprensioni, la tragica morte della donna. Un recital musical-teatrale in prima persona, cantando e suonando le sue canzoni come farebbe un vero crooner.

Gabriella Galbiati | 320-2166484

accrediti giornalisti – materiale stampa: comunicazioneteatroalladeriva@gmail.com

Terme Stufe di Nerone (via Stufe di Nerone n. 37, Bacoli – NA)

giorni e orari: 8 luglio | 15 luglio | 22 luglio – ore 21:30

info e prenotazioni | infoteatroalladeriva@gmail.com – 081 868 8006

www.tsdn.it/teatroalladeriva – http://www.virusproduzioni.it

biglietto | 10 euro

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TEATRO

“I viaggiatori dell’utopia” torna il Tam Tam Digifest

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Cinema e poesia, dal 2 luglio al 17 ottobre

Napoli, Caserta, Capaccio e  Macerata Campania

 

I Viaggiatori dell’utopia” è il titolo della 13esima edizione del  Tam Tam Digifest che si terrà tra Napoli, Caserta, Macerata Campania e Capaccio tra il 2 luglio e il 17 ottobre 2018.

Tante le opere scelte per la rassegna di quest’anno, tutti all’insegna di un percorso sull’utopia.

Si comincerà dall’utopia sociale dell’800 e della prima metà del ‘900, a cui seguirà una tappa obbligatoria nel ’68 – di cui si celebra il cinquantenario – per arrivare a quella tecnologica / digitale dei social di oggi.

Sono previste 3 sezioni: la prima “Marx attack!” che tra Marx, marxisti e marxiani veri e immaginari racconta cos’è rimasto di quella visione e di tutte le sue implicazioni. Nella seconda sezione, dal titolo “C’era una volta il ’68” si narra la rivolta mentale e filosofica di una generazione, A finire la terza sezione “utopia del terzo millennio” dedicata alla rivoluzione digitale che, dal 1917 al 2017, ha portato dal “potere ai sovietal “potere ai social”.

La rassegna è organizzata dalla cooperativa Tam Tam in collaborazione  con  La Compagnia della Città e dell’ associazione Ali della Mente e con il contributo della Regione Campania.

Le proiezioni si terranno in più luoghi; al Teatro Spazio Libero a Napoli, al Palazzo delle Arti e del Teatro a Caserta, alla Fabbrica Wojtyla a Macerata Campania, e all’Agorà dei Libri a Capaccio.

Si parte dalla storia di Martin Luther King, con il biopic “ Selma“ di Ava Du Vernay per la sezione “C’era una volta il ’68” seguito a ruota dalla storia di un altro grande creatore di utopie  come Ernesto Guevara  che Steven Sodenberg  racconta in  “Che, l’argentino”.

Si continua con il progetto su “Poesia e cinema – i marxiani”, interventi poetici a cura di Costanzo Ioni in cui diversi artisti della parola interagiranno con 6 film restaurati dei fratelli Marx, opere considerate capolavori di umorismo e non sense  come “I fratelli Marx al college”, “Un giorno alle corse”, “La guerra lampo dei fratelli Marx”, “Monkey business” , “Una notte a Casablanca” e “Una notte all’opera”. Tutte pellicole recentemente restaurate e scelte per la conservazione  nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Si torna al biopic con “Que viva Tina”, il docufilm di Silvano Castano su Tina Modotti, grande figura di fotografa e rivoluzionaria .Ci si sposta poi sulla figura di un filosofo contemporaneo che ha rielaborato il marxismo secondo i canoni moderni, Slavoj Zizek, con “ Guida perversa all’ideologia” di Sophia Fiennes. Sempre in tema di eretici, si arriva alla storia della guerra civile spagnola vista dalla parte dei trockjsti con “La canzone di Carla“ di Ken Loach. Poi ancora un biopic, molto particolare, quello che racconta “Il giovane Marx”, film di questa stagione sul filosofo e pensatore di Treviri visto da Raoul Peck.

La narrazione del ’68 e del maggio francese è affidato a un maestro del cinema, Bernardo Bertolucci, con “ The Dreamers”.

Infine, ultima sezione è quella dedicata alle “ Utopie del terzo millennio” , dal Quarto Potere a Internet, con un tris di opere che cominciano con “L’inventore di favole”  di Billy Ray, film che già nel 2003 anticipava il problema delle “fake news” passando per “Deep Web“, documentario di Alex Winter sulla parte più oscura della Rete e finendo con “The circle”, film di James Ponsdolt, inquietante parabola sul potere dei “social network“ con Tom Hanks.

Ingresso: 2 euro

Info: www.tamtamdigifest.it

Pagina FB : Palazzo della Arti e del Teatro – Caserta

 

CALENDARIO FILM

Macerata Campania – Fabbrica Wojtyla

Martedi 3 luglio – “ Selma “ la storia di Martin Luther King – di Ava DuVernay   

Mercoledì 4 luglio – “ Che , l’argentino “ di Steven Sodenberg

 

CASERTA – Palazzo delle Arti e del Teatro – Tam Tam Digifest

Lunedi 9 luglio – Poesia e Cinema – ore 19,30. Performances e interventi di Costanzo Ioni . A seguire proiezione “ I fratelli Marx al college

Mercoledì 11 luglio – Poesia e Cinema – ore 19,30 Performances e interventi di Costanzo Ioni. A seguire proiezione “ La guerra lampo dei fratelli Marx  “

Giovedì 12 luglio – Poesia e Cinema – ore 19,30. Performances e interventi di Costanzo Ioni. A seguire proiezione “ Un giorno alle corse  “

 

Lunedi 16 luglio – Poesia e Cinema – ore 19,30 – Performances e interventi di Costanzo Ioni .A seguire proiezione “  Monkey Business

Mercoledì 18 luglio – Poesia e Cinema – ore 19,30 – Performances e interventi di Costanzo Ioni . A seguire proiezione “ Una notte all’opera

Giovedì 19 luglio – Poesia e Cinema – ore 19,30 – Performances e interventi di Costanzo Ioni. A seguire proiezione “ Una notte a Casablanca  “

 

Capaccio – Agorà dei Liberi

Lunedi 22 luglio – ore 21- Que viva Tina – di Silvano Castano

 

Macerata Campania – Fabbrica Wojtyla

Martedi 24 luglio Guida perversa all’ideologia “ di Sophie Fiennes – con Slavoj Zizek

Mercoledì 25 luglio  “ Carla ‘s song “ di Ken Loach

Giovedi 26 luglio – “Il giovane Marx” di Raoul Peck  ( 2017 ) –

Macerata Campania – Fabbrica Wojtyla

Martedi 4 settembreDICA 33 ! 1968 -1970 –  I 3 anni che sconvolsero il mondo raccontati attraverso i migliori LP –  Un docufilm di Giulio Gargia con Zap Mangusta

Mercoledi 5 settembreQue viva Tina – di Silvano Castano

Macerata Campania – Fabbrica Wojtyla

Martedi 11 settembre“ The Dreamers “ di Bernardo Bertolucci

Mercoledi 12 settembre- -“ L’inventore di favole ”– di Billy Ray

Martedi 18 settembre“ The circle “ di James Ponsdolt

Mercoledi 19 settembre Deep Web “ di Alex Winter

 

 

Napoli – Teatro Spazio Libero

Martedi 9 ottobre“ The circle “ di James Ponsdolt – ore 21 e 30

Mercoledi 10 ottobre “ Deep Web “ di Alex Winter

Martedi 16 ottobre-  “Dreamers “ di Bernardo Bertolucci

Mercoledi 17 ottobre-  “ L’inventore di favole ”– di Billy Ray

 

 

 

 

 

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TEATRO

Presentazione di “FUORISCENA”: spettacolo con Gino Rivieccio

Rivieccio e Morea (foto Renato Esposito)

Una commedia di FORTUNATO CALVINO con GINO RIVIECCIO e ANTONELLA MOREA

Regia di FORTUNATO CALVINO

Lo spettacolo è inserito nel cartellone del NAPOLI TEATRO FESTIVAL 2018 e andrà in scena IN PRIMA NAZIONALE al TEATRO NUOVO di Napoli

MERCOLEDI’ 20 GIUGNO (ore 21,30) e GIOVEDI’ 21 GIUGNO (ore 19)

All’incontro con la stampa in programma lunedi 18 giugno (ore 12) nel foyer del Teatro Augusteo parteciperanno  il regista FORTUNATO CALVINO  e gli attori GINO RIVIECCIO e ANTONELLA MOREA

“Fuoriscena” di Fortunato Calvino

Gloria è stata una grande attrice ora vive di ricordi come la protagonista del film “Viale del tramonto”, Norma Desmond. Vive sola con il suo amato gatto “Amleto”, che s’intrufola un pomeriggio nell’appartamento del suo vicino gay.

Gloria detesta il suo vicino, perché gay, e grazie al gatto i due saranno costretti a parlarsi per venire subito alla conclusione che la pensano diversamente. Eppure gli eventi, gli accadimenti della vita lì porteranno a conoscersi a capire che in comune hanno molto e che Gilda un giorno potrà contare su questo uomo che si porta a casa giovani marchettari.

Gloria oggi vive da sola, sconta con la solitudine il suo essere stato quando era “un’attrice famosa” , ma perfida e che ha abusato del suo ruolo per sottomettere tutti. Ha una paura; è terrorizzata che un giorno finirà in un ospizio. Il solo pensiero di questa misera fine la porta a recuperare nel tempo il rapporto con il suo vicino di casa Manuele.

“Fuoriscena” di Fortunato Calvino, è una commedia dal ritmo incalzante e brillante dove i due protagonisti , si scontrano come due pugili su un ring dandosene di santa ragione con frasi feroci, taglienti come coltelli.

E’ un testo sul mondo del teatro, su quella parte che lo spettatore non vede mai; il retroscena, è il fuoriscena di un mondo a volte fatto di rivalità, di gelosie e d’invidia, e di arroganza. Emerge dal testo anche il tema degli abusi, dei compromessi che a volte, si devono accettare per poter avere un ruolo: “Pessima attrice! Hai lavorato solo perché ti scopavi tutti; dal politico al regista di turno, vipera!”. Un lato oscuro circoscritto, limitato ma che esiste. “Fuoriscena” è una commedia sulla terza età, sulla paura della solitudine, sulla paura di perdere la propria indipendenza con l’avvento di una malattia invalidante.

I due protagonisti sono lo specchio di una realtà. Dal testo emerge forte la voglia dei due protagonisti di essere felici. “Fuoriscena” scritta nel 2015 è una commedia sull’amicizia, e sulla solidarietà senza limiti d’età.

MANUELE “Penso che forse, l’hai fatto apposta…dopo tanti anni

chissà che ti è scattato in testa, e hai pensato che forse

un vicino di casa anche se gay, è meglio averlo come

amico che come nemico…la solitudine ti stava divorando

e allora hai pensato bene di mettere su una recita…un

fuoriscena appunto!…”. da Fuoriscena di Fortunato Calvino

RVSP – Info su “FUORISCENA”: Tel +39 338 8985442

Info su Napoli Teatro Festival 2018: www.napoliteatrofestival.it

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TEATRO

Compagnia Nest vince il premio Hystrio – Twister 2018

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Miglior spettacolo dell’anno” assegnato dal pubblico a “Il Sindaco del Rione Sanità

Di Eduardo De Filippo, regia Mario Martone

Produzione Elledieffe, Nest Napoli est Teatro, Teatro Stabile di Torino

 

La compagnia Nest vince e ritira il premio Hystrio Twister 2018 “ Miglior spettacolo dell’anno” assegnato dal pubblico allo spettacolo “Il Sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo, regia Mario Martone, una produzione Elledieffe, Nest Napoli est Teatro, Teatro Stabile di Torino.

A proposito del riconoscimento il collettivo artistico della Compagnia Nest ha affermato: “E’un immenso onore per noi ritirare questo premio, che è il risultato di una grande sfida iniziata un pò di anni fa. Siamo partiti da una periferia, quella di San Giovanni a Teduccio, con una compagnia giovane come la nostra e con coraggio abbiamo chiesto a Luca De Filippo di darci fiducia. Abbiamo poi coivolto Mario Martone, una grande istituzione teatrale come il Teatro Stabile di Torino, una compagnia privata come la Elledieffe, un gruppo di giovanissimi che, partendo dalle periferie di Napoli, ha avuto la possibilità di girare i teatri più grandi d’Italia. La nostra sfida si conclude arrivando a Milano a ritirare un premio prestigioso, assegnato dal pubblico per noi sovrano, che sarà custodito, per volere di Mario Martone, nel cuore di San Giovanni a Teduccio, al Nest! “

Il Premio Hystrio-Twister Nuovo Pubblico in Movimento è destinato al miglior spettacolo presente nella stagione teatrale 2017/18. Ad assegnarlo è il pubblico di abbonati, lettori della rivista Hystrio e utenti del sito internet e della pagine Fb di Hystrio e Premio Hystrio, e tutti gli appassionati di teatro che decidono di partecipare. Lo spettacolo “ Il Sindaco del Rione Sanità” ha ricevuto migliaia di voti e il pubblico chiamato a votare ha partecipato, tramite Facebook, anche alla stesura delle motivazioni che sono state raccolte e consegnate alla compagnia.

Di seguito le motivazioni:

<< Ho visto Il sindaco del Rione Sanità e mi è piaciuto molto. Inizialmente ho pensato: no, Gomorra no! E, invece, trasportare la vicenda ai nostri giorni, ringiovanire il protagonista ci stava tutto! Ciò che caratterizza un capolavoro è che puoi afferrarlo, sventrarlo, farlo tuo con intelligenza e arte, come ha fatto Martone. Bravissimi gli attori. Mentre recitavano scoprivo in quella scrittura, in quella storia altri pezzi del puzzle del mondo che Eduardo offre: il potere si trasforma, sfrutta la violenza, utilizza l’ignoranza… la società non si è trasformata, l’entusiasmo, le speranze del dopoguerra sono state maciullate… “la famiglia” rimane l’ultima possibilità di ribellarsi e ritrovare la dignità di persone e cittadini… >> (Maria Procino)

<< Il sindaco del Rione Sanità ovvero regia: un impeccabile Mario Martone; cast di ottimo livello con Francesco Di Leva che incanta per la sua interpretazione di don Antonio Barracano; Eduardo De Filippo: lo Shakespeare del Novecento. >> (Anna Masullo)

Mario Martone, di un testo chiave dell’epopea eduardiana come Il sindaco del Rione Sanità fa una versione emozionante e appagante. Grazie, bravissimi tutti gli attori in scena. A 67 anni ho applaudito con gli occhi lucidi. La mia compagna emozionata come me. Così succede quando il teatro è di grande qualità. >>(Anonimo)

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TEATRO

Il Paese Di Chi Se Ne Va al Napoli Teatro Festival

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Una produzione di PrimeLune Teatro

Testo e regia di Francesca Muoio                                           

Lo spettacolo andrà in scena nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, a partire dalle 21:30

 

Lunedì 18 giugno a Napoli, presso il Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, nell’ambito del Napoli Teatro Festival, la compagnia PrimeLune debutta con Il Paese Di Chi Se Ne Va.

Francesca Muoio scrive e porta in scena uno spettacolo dal respiro corale.

Napoli. È un sabato d’agosto, 1960. Caterina ‘a pazza si aggira per le strade del quartiere con in mano una torta con una candelina. “Panna e cioccolato a vivi e muort lev’ ‘o sciat” continua a bisbigliare ed Alice incuriosita decide di seguirla.

Inizia così il suo viaggio senza tempo nel paese che è sempre esistito, che esisteva sin da prima di mai. Ad accoglierla una piccola comunità che attende con ansia l’inizio di una festa. Nelle ore che scandiscono l’attesa, un turbinio di urla festanti, di giochi infantili, di idee sussurrate, di riti gridati e preghiere dovute, di sogni raccontati e desideri mancati, di balli, confessioni, catastrofi e canti. Alice affronta spaventata e divertita la quotidianità delirante di quel paese lontano lontano. E i suoi ricordi riaffiorano, le storie si mescolano e ritornano le favole narratele dal padre.

“È nella fede costante che riponiamo in un sogno o in una favola la dimostrazione concreta della loro esistenza. E Alice si ritrova a scontrarsi con la veridicità di questo assunto –spiega l’autrice e regista Francesca Muoio- Col cortocircuito di una realtà dominata proprio dalle dinamiche di quei sogni e quelle favole che, mischiandosi a quelle di vita reale, ne stravolgono il senso, lo sintetizzano, lo enfatizzano.Tutto è possibile nell’onirica danza tra prosa e poesia consumata nel paese di chi se ne va. Tutta questa tempesta di suoni, parole ed immagini inonda la piccola Alice che, solo dopo aver affrontato l’intero viaggio, solo dopo aver attraversato paure e memorie, fantasie e silenzi potrà partecipare alla festa tanto attesa dagli abitanti del luogo.  

Una ballata di voci e di corpi. Una ricostruzione di fatti irrealmente avvenuti. Quel girotondo tribale ed eterno in cui la vita e la morte, tenendosi per mano, ostinate girano disperatamente e gioiosamente assieme”.

Un cast corposo composto da Anna Carla Broegg, Marianita Carfora, Cesare D’arco, Valeria Frallicciardi, Francesca Muoio, Davide Paciolla, Enrico Sortino, Luca Trezza e infine la piccola Morena Di Leva, di soli 10 anni. Lo spettacolo andrà in scena nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, a partire dalle 21:30 per il Napoli Teatro Festival. Acqiostate subito il biglietto online o direttamente sul circuito dell’evento.

SCHEDA TECNICA

Scene e grafiche Giulio Villaggio
Costumi Antonietta Rendina
Luci e audio Martin Emanuel Palma
Musiche originali di Edoardo Simeone
Coreografie Sara Lupoli
Burattini Selvaggia Filippini
Aiuto regia Davide Paciolla
Assistente alla regia Raffaele Parisi
Distribuzione Theatron 2.0
Una produzione di PrimeLune Teatro

 

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TEATRO

Full ‘e Fools al Napoli Teatro Festival

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Uno spettacolo di Crown Theater & L.A.A.V. Officina Teatrale

In scena giovedì 14 giugno a Napoli, presso il Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2018, la compagnia Crown Theater con Full ‘e Fools.

 

Lo spettacolo scritto da Paolo Romano, vuole essere un’ode agli emarginati, un omaggio alla follia, con riferimenti non troppo dichiarati, ma nemmeno troppo celati ai grandi personaggi della tradizione shakespeariana. Un viaggio che indaga l’animo umano e le sue fragilità attraverso le confessioni del “full” di protagonisti.

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della lucePlatone

Ci sono due modi di diffondere la luce: essere candela, oppure lo specchio che la rifletteEdith Newbold Jones Wharton

Sulla casa il tetto, sul tetto il gallo, sul campanile la campana, sul cappello il campanelloPaolo Romano

In un fazzoletto di terra, sotto un ponte stradale, tra rifiuti e letti di cartone, una Regina Clochard, una Regina Vagabonda, un Re Homeless, un Re Barbone ed infine un Piccolo Re Folle si ritrovano in un’accoppiata vincente: il Full dei Fools.

5 emarginati, che nelle loro peculiarità e nei loro differenti percorsi di vita, incarnano ciascuno quella tragedia che riverbera nei personaggi che animano l’universo del Bardo, senza mai, però, palesarlo nel corso della messa in scena. Tutti i pensieri che tormentano l’animo umano prendono ora forma, suono, vita, dando voce come in una possessione, a reminiscenze dello spirito di Lady Macbeth, di Lavinia, di Re Lear e di Riccardo III, per una confessione catartico-drammatica.

Una partita a carte, paventata ma mai giocata, diviene l’effetto scatenante di questa purificazione liberatoria, il pretesto per attivare nei personaggi dinamiche di psicologia introspettiva in una terapia di gruppo, dove i quattro reietti confessano un vissuto carico di grandi tragedie, un flusso di coscienza che emerge in modo improvviso ed eruttivo.

I 4 personaggi, così come quattro carte francesi, che sul tavolo da gioco rivelano il loro valore, si alternano nella confessione, completamente ignari del fatto di essere manovrati dal mazziere, contaminati da una pazzia rivelatrice per mano di un Discolo, o Puck che fa da jolly nel mazzo.

Ma quel ragazzino, quel giullare che gioca con le coscienze degli emarginati, deformandole, non è che il Golem nelle mani di un Dio ancor più folle, che piomba dall’alto sotto forma di un pacco.

E come nella migliore tradizione antica del teatro, il divino che scende a sorpresa con un marchingegno, il manovratore occulto, il Deus Ex Machina, irrompe sulla scena in un modo che è casuale solo in apparenza, per portare luce nell’ombra e risolvere ciò che all’uomo pare irrisolvibile. Darà chiarezza, senso e significato simbolico ad ogni oggetto manifesto, che possa essere un fiore, uno specchio, un coltello, uno scrigno.

Full ‘e fools vuole mettere in evidenza l’effimera corsa contro il tempo, verso gli obiettivi fasulli che la società ci impone sin da piccoli, costringendoci a perseguire l’inafferrabile.

E proprio durante questa folle corsa può capitare di imbattersi in un’anima raminga, senza però avvertire la sua presenza, un uomo o una donna condannati all’ombra proprio dal nostro comune egoismo, come scarti di una società che si mostra respingente verso i più deboli e bisognosi e che sempre più spesso raggiungono di diritto lo status di uomini invisibili.

 

L’incontro dell’umano nel teatro del mondo, avviene in questo caso specifico nel mondo del teatro e quella sottile linea di confine, la barriera posta dalla società e da noi stessi facenti parte della stessa, si riduce a golfo mistico, a quello spazio fisico tra platea e palcoscenico in un gioco tra le parti dove la riflessione fa emergere il dramma della condizione umana al di là della classi e delle etichette.

La compagnia Crown Theater porta in scena un progetto corale, che dà vita ad una regia collettiva, cui prendono parte tutti i suoi membri.

Lo spettacolo andrà in scena nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, ore 21:30 per il Napoli Teatro Festival 2018.

 

CAST:

Rossella Amato

Gianluca d’Agostino

Marcella Granito

Paolo Romano

E il piccolo Gabriele Carlo D’Aquino.

 

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TEATRO

FLAT 401 al Nuovo Teatro Sanità

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Venerdì 25 e sabato 26 maggio 2018, ore 21.00 e domenica 27 maggio 2018, ore 18.00

Drammaturgia Giovanni De Luise

con

Alice – Chiara Barassi

Armando – Manuel Severino

Bianca – Santa Verde

Signora Cuore – Federica Pirone

scene Vincenzo Fiorillo, Rosita Vallefuoco

costumi Sara Oropallo

musiche originali Mario Autore

assistenza alla regia Chiara Barassi

aiuto regia Mario Autore

regia Filippo Stasi

Debutta venerdì 25 maggio, ore 21.00, presso il Nuovo Teatro Sanità, FLAT 401, spettacolo vincitore della seconda edizione di On stage h24, progetto a cura di Carlo Caracciolo e Fabiana Fazio. Il gioco teatrale, a cui hanno partecipato attori, registi, drammaturghi lo scorso gennaio sul palco di piazzetta San Vincenzo, s’ispira al Kino Kabaret, evento che appartiene al mondo del cinema, durante il quale filmakers da tutto il mondo s’incontrano in un luogo e girano cortometraggi in tempi brevissimi.

FLAT 401 di Giovanni De Luise, secondo classificato al Premio letterario “Anna Castelli” 2018, per la sezione Teatro, è messo in scena con la regia di Filippo Stasi. Gli attori Chiara Barassi, Manuel Severino, Santa Verde e Federica Pirone interpretano i protagonisti della vicenda, la storia di Alice, il suo cambiamento di vita, improvviso, generato da un’ingiustizia subita che non trova una logica spiegazione se non nella prepotenza del potere a cui, talvolta, bisogna sottostare. Lo spettacolo replica sabato 26 maggio alle ore 21.00 e domenica 27 maggio alle ore 18.00. Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Il costo del biglietto è di 12,00 euro.
Siamo in un appartamento al piano terra del grattacielo Cuore. Alice, la protagonista della storia, si accorge che in casa c’è un intruso, Armando, il quale la informa che a breve verrà a farle visita la proprietaria del grattacielo, la Signora Cuore, per sfrattarla dall’ appartamento in cui è in affitto. Il mondo di Alice crolla, non riesce a trovare una spiegazione a quello che le sta accadendo; non c’è alcun motivo logico, nessuna ragione o colpa per cui lei debba esser mandata via dalla casa. Nel dialogo tra i due, interviene Bianca, la segretaria dell’amministratrice, che però non riesce a trovare una soluzione a quella situazione così assurda e surreale. Ormai, ad Alice, non resta che aspettare la temibile Signora Cuore per conoscere il proprio destino.
A proposito della drammaturgia, l’autore Giovanni De Luise dichiara: «Il testo mette in risalto il cambiamento della vita di Alice. Vittima di un’ ingiustizia surreale, le viene intimato di lasciare il proprio appartamento dalla proprietaria del grattacielo. L’ accusa si basa su delle leggi condominiali non scritte, o meglio, scritte su un libro che ha ancora delle pagine bianche. Alla vittima non rimane molto da fare, accenna un conflitto con il suo carnefice, ma è un conflitto inutile in quanto Alice subisce inerme e passiva la decisione della Signora Cuore. L’appartamento, come spesso accade nella realtà, è anche un luogo dove la donna è reclusa in maniera inconsapevole, e la cacciata potrebbe essere vista anche come liberazione. La vicenda mette in risalto la prepotenza del potere e l’impossibilità dell’ uomo di potervi tenere testa, perché spesso preso in inganno. Il testo cerca di far riflettere sulle ingiustizie quotidiane subite da tutti noi, da atti che possono definirsi criminali contro chi fa parte di una società civile, come quella del condominio Cuore».
Riguardo alla messinscena, invece, il regista Filippo Stasi: «Cosa succederebbe se tutte e tre gli elementi dell’apparato psichico, Es, Io e Super-Io, si incontrassero? In un appartamento magari, un appartamento che è il mondo intero. E che tutto ciò che circuisce l’appartamento sia immerso in un freddo pungente, il Caos. Lo studio critico fatto sul testo porta, inequivocabilmente, a trovare un senso all’assurdo. Che la trama si muova sul concetto di ingiustizia, questo è incontrovertibile. Resta solo da capire a quale giustizia eticamente sociale vogliamo porgere il fianco. Quella a cui si fa riferimento è la presa di posizione del potere sull’individuo, la manipolazione che si subisce involontariamente nel corso della vita. L’ asfissiante ragione che il potere cerca in tutti i modi di far valere. Il testo non è altro che l’analisi interna ed esterna di una società basata su causa ed effetto e su ciò che può accadere se si vuole esplorare l’inesplorabile.
Disposto a rintanarsi in una zona di confort, l’individuo non si aspetta che accada nulla di più di ciò che riesce a controllare. Gli vengono create delle strutture comportamentali che seguono le classiche convenzioni sociali in cui viviamo, e per poterle abbattere non resta che inscenare una lotta personale con se stessi. È chiaro che l’elemento tragicomico è visibilissimo, così come l’analisi che vogliamo proporre: la presa di coscienza di se stessi, lo spingersi al di là della zona calda, e aspettarsi l’inaspettabile».

Nuovo Teatro Sanità, Piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli
Costo del biglietto: 12,00 euro
Info e prenotazioni: 3396666426

oppure info@nuovoteatrosanita.itwww.nuovoteatrosanita.it

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TEATRO

L’Immoralista al Nuovo Teatro Sancarluccio

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Venerdì 25 e sabato 26 maggio alle ore 21:00, presso il Nuovo Teatro Sancarluccio, si terrà lo spettacolo L’Immoralista(dal romanzo di Andrè Gide), scritto da Antonio Mocciola e Luisa Guarro con Giovanni Esposito e Marilia Marciello per la regia di Luisa Guarro.

Sinossi breve

André Gide non credeva ne “L’immoralista” . Lo scrisse, ma non ci credeva. Impose all’editore di stamparne non più di 300 copie, perché non ne servivano altre. Aveva ragione. Il libro restò lì, tra l’imbarazzo della critica e il silenzio-dissenso del pubblico. Ben altre glorie avrebbero atteso lo scrittore francese, omosessuale tormentato, penna sbarazzina in anticipo su tutti i tempi. Nessuno aveva osato, finora, portare sulla scena Michel e Marceline, i protagonisti di una vicenda che può raccapricciare, oggi come allora (si era nel 1901), per la totale assenza di consolazione moralistica. Giovani sposi, appartenenti all’alta borghesia della Francia colonialista, la loro è la storia di una coppia infelice, intrappolata in un perpetuo viaggio di nozze. L’infelicità di cui soffrono non è dovuta tanto alla mancanza d’amore, che entrambi sinceramente cercano di imparare, ma ad una più profonda condizione di costrizione.

L’ educazione morale del tempo è rigida, impone modelli di vita assoluti e angusti, il sistema sociale ipocrita, inquadra a danno dell’autenticità.La repressione dell’autenticità debilita e fa ammalare. Per guarire Michel fa appello alle sue forze vitali e istintive, entra in contatto con le sue intime e inesplorate pulsioni, per “imitazione della salute dei bambini selvaggi, conosciuti in Africa”, per la prima volta, sperimenta viscerali sussulti di vita. Di quei bambini s’innamora, in tutti i sensi, si ribella alla morale corrente e con entusiasmo scopre la vita, i colori e gli umori.

Ma i suoi impeti istintivi sono inadeguati, totalmente inconsapevoli e incontrollati, non accordati alla realtà e alle relazioni nel corso di una libera crescita. Marceline, dal canto suo, è assorbita dal progetto di vita cattolico, borghese e ben pensante e combatte la sconsiderata ribellione di Michel: diventa per lui riferimento materno, amorevole e severo; disposta ad accettare le sue “stravaganze”, rispetto alle quali evita indagini approfondite, ha come unico obiettivo trattenerlo entro i limiti del suo disegno. Marceline non aiuta Michel ad indirizzare le nuove energie, lascia che egli compia gli errori, che ne soffra e torni continuamente sui suoi passi, disperato e domito, fino a quando quelle energie esplodono e diventano inarginabili …

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TEATRO

“Icaro vivo” a Sala Ichòs

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Venerdì 18 maggio ore 21

La stagione di Sala Ichos (via Principe di Sannicandro – San Giovanni a Teduccio, Na) si conclude venerdì 18 maggio, alle ore 21, con “Icaro vivo”, prodotto da Vincenzo Maria Lettica che fa parte della Trilogia del Sole Ingannatore. Lo spettacolo, diretto e creato da Lettica, è ispirato dal mito di Icaro, dalle letture di Steinbeck, dagli scritti di Ovidio, dalle considerazioni di Dario Fo e dalle testimonianze raccolte da Ai Weiwei e vede in scena Carmen Annibale, Marco Di Prima, Viola Forestiero e Vincenzo Maria Lettica.

Note dello spettacolo

Una performance di teatro visivo, di parola e musicale come d’abitudine di Vincenzo Maria Lettica e dell’omonima compagnia. Il teatro dei segni di origine orientale incastrato nel racconto musicale e influenzato nel contenuto dalle drammaturgie contemporanee. Una ricerca sulla bioritmica naturale nel tentativo d’innovarne le forme espressive: il video, la danza, il canto e la parola come strumenti gestuali significanti di passione, emozione, delirio e consapevolezza.

La musica e la canzone come testo narrativo nell’esplicazione delle immagini in scena.

Icaro: ingenuo e temerario volante, come Chisciotte: illuso e maldestro guerriero, come Fracassa: nobile e disgraziato guitto; come Achab: perduto e disperato capitano; anche il teatrante attratto dalla luce del sole, s’invola verso di esso confuso dalla politica, verso il sole ingannatore che ne scioglierà le ali facendolo precipitare nella verità.

Sceglie Icaro di volare, restare in alto, raggiungere il sole magari, senza scendere sulla terra che vede sempre più insulsa; imbrogliata da politici mestieranti; inquinata da sconsiderati mafiosi; ingannata dalle parole che giungono dai pulpiti mediatici dei falsi maestri; rimbombata da canzoni ipocrite, dilaniata da fanatici religiosi e raccontata da scritti opportunistici.

“Icaro vivo” nasce da un dolore e come spesso accade nell’arte teatrale, il percorso artistico accompagna l’elaborazione del disagio nella catarsi in termini di purificazione. Un viaggio di verità alla ricerca della bellezza. Un lavoro sull’inganno perpetuato ai danni dell’uomo dalle mafie, dal potere, dall’ingiustizia, dal disamore, dall’ipocrisia della fede e dalla cattiva politica.

 Sala Ichòs

Via Principe di Sannicandro 32/A – San Giovanni a Teduccio (NA)

Fermata metro linea 2: San Giovanni a Teduccio – Barra

Lo spazio è dotato di ampio e gratuito parcheggio

Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

Giorni e Orari concerti: 18 maggio alle ore 21

ICARO VIVO

Uno spettacolo di Vincenzo Maria Lettica

ispirato dal mito di Icaro, dalle letture di Steinbeck, dagli scritti di Ovidio, dalle considerazioni di Dario Fo e dalle testimonianze raccolte da Ai Weiwei

musiche di Shaone, Balestrieri, Morricone, Richter, Nouvelle Vague, Placebo, Rettore, Bach, Ricciardi, Bowie, Despalt, Albironi, Caparezza e Hunger

testi di Fo, Lettica, Coelho, Brecht, Basile, Steinbeck, Ovidio e del Corano

parole di Vitas Gerulaitis, delle miss peruviane e di Bernardo Bertolucci

in scena Carmen Annibale, Marco Di Prima, Viola Forestiero e Vincenzo Maria Lettica

maschere e l’assistenza creativa di Ilaria Orsini

luci di Ciro Lettica

assistenza alla regia audio di Mirella Soprano

creazione regia di Vincenzo Maria Lettica

produzione della compagnia Vincenzo Maria Lettica per il teatro in collaborazione con Ex Asilo Filangieri Napol

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