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TEATRO

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Presentazione di “FUORISCENA”: spettacolo con Gino Rivieccio

Rivieccio e Morea (foto Renato Esposito)

Una commedia di FORTUNATO CALVINO con GINO RIVIECCIO e ANTONELLA MOREA

Regia di FORTUNATO CALVINO

Lo spettacolo è inserito nel cartellone del NAPOLI TEATRO FESTIVAL 2018 e andrà in scena IN PRIMA NAZIONALE al TEATRO NUOVO di Napoli

MERCOLEDI’ 20 GIUGNO (ore 21,30) e GIOVEDI’ 21 GIUGNO (ore 19)

All’incontro con la stampa in programma lunedi 18 giugno (ore 12) nel foyer del Teatro Augusteo parteciperanno  il regista FORTUNATO CALVINO  e gli attori GINO RIVIECCIO e ANTONELLA MOREA

“Fuoriscena” di Fortunato Calvino

Gloria è stata una grande attrice ora vive di ricordi come la protagonista del film “Viale del tramonto”, Norma Desmond. Vive sola con il suo amato gatto “Amleto”, che s’intrufola un pomeriggio nell’appartamento del suo vicino gay.

Gloria detesta il suo vicino, perché gay, e grazie al gatto i due saranno costretti a parlarsi per venire subito alla conclusione che la pensano diversamente. Eppure gli eventi, gli accadimenti della vita lì porteranno a conoscersi a capire che in comune hanno molto e che Gilda un giorno potrà contare su questo uomo che si porta a casa giovani marchettari.

Gloria oggi vive da sola, sconta con la solitudine il suo essere stato quando era “un’attrice famosa” , ma perfida e che ha abusato del suo ruolo per sottomettere tutti. Ha una paura; è terrorizzata che un giorno finirà in un ospizio. Il solo pensiero di questa misera fine la porta a recuperare nel tempo il rapporto con il suo vicino di casa Manuele.

“Fuoriscena” di Fortunato Calvino, è una commedia dal ritmo incalzante e brillante dove i due protagonisti , si scontrano come due pugili su un ring dandosene di santa ragione con frasi feroci, taglienti come coltelli.

E’ un testo sul mondo del teatro, su quella parte che lo spettatore non vede mai; il retroscena, è il fuoriscena di un mondo a volte fatto di rivalità, di gelosie e d’invidia, e di arroganza. Emerge dal testo anche il tema degli abusi, dei compromessi che a volte, si devono accettare per poter avere un ruolo: “Pessima attrice! Hai lavorato solo perché ti scopavi tutti; dal politico al regista di turno, vipera!”. Un lato oscuro circoscritto, limitato ma che esiste. “Fuoriscena” è una commedia sulla terza età, sulla paura della solitudine, sulla paura di perdere la propria indipendenza con l’avvento di una malattia invalidante.

I due protagonisti sono lo specchio di una realtà. Dal testo emerge forte la voglia dei due protagonisti di essere felici. “Fuoriscena” scritta nel 2015 è una commedia sull’amicizia, e sulla solidarietà senza limiti d’età.

MANUELE “Penso che forse, l’hai fatto apposta…dopo tanti anni

chissà che ti è scattato in testa, e hai pensato che forse

un vicino di casa anche se gay, è meglio averlo come

amico che come nemico…la solitudine ti stava divorando

e allora hai pensato bene di mettere su una recita…un

fuoriscena appunto!…”. da Fuoriscena di Fortunato Calvino

RVSP – Info su “FUORISCENA”: Tel +39 338 8985442

Info su Napoli Teatro Festival 2018: www.napoliteatrofestival.it

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TEATRO

Compagnia Nest vince il premio Hystrio – Twister 2018

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Miglior spettacolo dell’anno” assegnato dal pubblico a “Il Sindaco del Rione Sanità

Di Eduardo De Filippo, regia Mario Martone

Produzione Elledieffe, Nest Napoli est Teatro, Teatro Stabile di Torino

 

La compagnia Nest vince e ritira il premio Hystrio Twister 2018 “ Miglior spettacolo dell’anno” assegnato dal pubblico allo spettacolo “Il Sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo, regia Mario Martone, una produzione Elledieffe, Nest Napoli est Teatro, Teatro Stabile di Torino.

A proposito del riconoscimento il collettivo artistico della Compagnia Nest ha affermato: “E’un immenso onore per noi ritirare questo premio, che è il risultato di una grande sfida iniziata un pò di anni fa. Siamo partiti da una periferia, quella di San Giovanni a Teduccio, con una compagnia giovane come la nostra e con coraggio abbiamo chiesto a Luca De Filippo di darci fiducia. Abbiamo poi coivolto Mario Martone, una grande istituzione teatrale come il Teatro Stabile di Torino, una compagnia privata come la Elledieffe, un gruppo di giovanissimi che, partendo dalle periferie di Napoli, ha avuto la possibilità di girare i teatri più grandi d’Italia. La nostra sfida si conclude arrivando a Milano a ritirare un premio prestigioso, assegnato dal pubblico per noi sovrano, che sarà custodito, per volere di Mario Martone, nel cuore di San Giovanni a Teduccio, al Nest! “

Il Premio Hystrio-Twister Nuovo Pubblico in Movimento è destinato al miglior spettacolo presente nella stagione teatrale 2017/18. Ad assegnarlo è il pubblico di abbonati, lettori della rivista Hystrio e utenti del sito internet e della pagine Fb di Hystrio e Premio Hystrio, e tutti gli appassionati di teatro che decidono di partecipare. Lo spettacolo “ Il Sindaco del Rione Sanità” ha ricevuto migliaia di voti e il pubblico chiamato a votare ha partecipato, tramite Facebook, anche alla stesura delle motivazioni che sono state raccolte e consegnate alla compagnia.

Di seguito le motivazioni:

<< Ho visto Il sindaco del Rione Sanità e mi è piaciuto molto. Inizialmente ho pensato: no, Gomorra no! E, invece, trasportare la vicenda ai nostri giorni, ringiovanire il protagonista ci stava tutto! Ciò che caratterizza un capolavoro è che puoi afferrarlo, sventrarlo, farlo tuo con intelligenza e arte, come ha fatto Martone. Bravissimi gli attori. Mentre recitavano scoprivo in quella scrittura, in quella storia altri pezzi del puzzle del mondo che Eduardo offre: il potere si trasforma, sfrutta la violenza, utilizza l’ignoranza… la società non si è trasformata, l’entusiasmo, le speranze del dopoguerra sono state maciullate… “la famiglia” rimane l’ultima possibilità di ribellarsi e ritrovare la dignità di persone e cittadini… >> (Maria Procino)

<< Il sindaco del Rione Sanità ovvero regia: un impeccabile Mario Martone; cast di ottimo livello con Francesco Di Leva che incanta per la sua interpretazione di don Antonio Barracano; Eduardo De Filippo: lo Shakespeare del Novecento. >> (Anna Masullo)

Mario Martone, di un testo chiave dell’epopea eduardiana come Il sindaco del Rione Sanità fa una versione emozionante e appagante. Grazie, bravissimi tutti gli attori in scena. A 67 anni ho applaudito con gli occhi lucidi. La mia compagna emozionata come me. Così succede quando il teatro è di grande qualità. >>(Anonimo)

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TEATRO

Il Paese Di Chi Se Ne Va al Napoli Teatro Festival

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Una produzione di PrimeLune Teatro

Testo e regia di Francesca Muoio                                           

Lo spettacolo andrà in scena nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, a partire dalle 21:30

 

Lunedì 18 giugno a Napoli, presso il Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, nell’ambito del Napoli Teatro Festival, la compagnia PrimeLune debutta con Il Paese Di Chi Se Ne Va.

Francesca Muoio scrive e porta in scena uno spettacolo dal respiro corale.

Napoli. È un sabato d’agosto, 1960. Caterina ‘a pazza si aggira per le strade del quartiere con in mano una torta con una candelina. “Panna e cioccolato a vivi e muort lev’ ‘o sciat” continua a bisbigliare ed Alice incuriosita decide di seguirla.

Inizia così il suo viaggio senza tempo nel paese che è sempre esistito, che esisteva sin da prima di mai. Ad accoglierla una piccola comunità che attende con ansia l’inizio di una festa. Nelle ore che scandiscono l’attesa, un turbinio di urla festanti, di giochi infantili, di idee sussurrate, di riti gridati e preghiere dovute, di sogni raccontati e desideri mancati, di balli, confessioni, catastrofi e canti. Alice affronta spaventata e divertita la quotidianità delirante di quel paese lontano lontano. E i suoi ricordi riaffiorano, le storie si mescolano e ritornano le favole narratele dal padre.

“È nella fede costante che riponiamo in un sogno o in una favola la dimostrazione concreta della loro esistenza. E Alice si ritrova a scontrarsi con la veridicità di questo assunto –spiega l’autrice e regista Francesca Muoio- Col cortocircuito di una realtà dominata proprio dalle dinamiche di quei sogni e quelle favole che, mischiandosi a quelle di vita reale, ne stravolgono il senso, lo sintetizzano, lo enfatizzano.Tutto è possibile nell’onirica danza tra prosa e poesia consumata nel paese di chi se ne va. Tutta questa tempesta di suoni, parole ed immagini inonda la piccola Alice che, solo dopo aver affrontato l’intero viaggio, solo dopo aver attraversato paure e memorie, fantasie e silenzi potrà partecipare alla festa tanto attesa dagli abitanti del luogo.  

Una ballata di voci e di corpi. Una ricostruzione di fatti irrealmente avvenuti. Quel girotondo tribale ed eterno in cui la vita e la morte, tenendosi per mano, ostinate girano disperatamente e gioiosamente assieme”.

Un cast corposo composto da Anna Carla Broegg, Marianita Carfora, Cesare D’arco, Valeria Frallicciardi, Francesca Muoio, Davide Paciolla, Enrico Sortino, Luca Trezza e infine la piccola Morena Di Leva, di soli 10 anni. Lo spettacolo andrà in scena nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, a partire dalle 21:30 per il Napoli Teatro Festival. Acqiostate subito il biglietto online o direttamente sul circuito dell’evento.

SCHEDA TECNICA

Scene e grafiche Giulio Villaggio
Costumi Antonietta Rendina
Luci e audio Martin Emanuel Palma
Musiche originali di Edoardo Simeone
Coreografie Sara Lupoli
Burattini Selvaggia Filippini
Aiuto regia Davide Paciolla
Assistente alla regia Raffaele Parisi
Distribuzione Theatron 2.0
Una produzione di PrimeLune Teatro

 

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TEATRO

Full ‘e Fools al Napoli Teatro Festival

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Uno spettacolo di Crown Theater & L.A.A.V. Officina Teatrale

In scena giovedì 14 giugno a Napoli, presso il Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2018, la compagnia Crown Theater con Full ‘e Fools.

 

Lo spettacolo scritto da Paolo Romano, vuole essere un’ode agli emarginati, un omaggio alla follia, con riferimenti non troppo dichiarati, ma nemmeno troppo celati ai grandi personaggi della tradizione shakespeariana. Un viaggio che indaga l’animo umano e le sue fragilità attraverso le confessioni del “full” di protagonisti.

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della lucePlatone

Ci sono due modi di diffondere la luce: essere candela, oppure lo specchio che la rifletteEdith Newbold Jones Wharton

Sulla casa il tetto, sul tetto il gallo, sul campanile la campana, sul cappello il campanelloPaolo Romano

In un fazzoletto di terra, sotto un ponte stradale, tra rifiuti e letti di cartone, una Regina Clochard, una Regina Vagabonda, un Re Homeless, un Re Barbone ed infine un Piccolo Re Folle si ritrovano in un’accoppiata vincente: il Full dei Fools.

5 emarginati, che nelle loro peculiarità e nei loro differenti percorsi di vita, incarnano ciascuno quella tragedia che riverbera nei personaggi che animano l’universo del Bardo, senza mai, però, palesarlo nel corso della messa in scena. Tutti i pensieri che tormentano l’animo umano prendono ora forma, suono, vita, dando voce come in una possessione, a reminiscenze dello spirito di Lady Macbeth, di Lavinia, di Re Lear e di Riccardo III, per una confessione catartico-drammatica.

Una partita a carte, paventata ma mai giocata, diviene l’effetto scatenante di questa purificazione liberatoria, il pretesto per attivare nei personaggi dinamiche di psicologia introspettiva in una terapia di gruppo, dove i quattro reietti confessano un vissuto carico di grandi tragedie, un flusso di coscienza che emerge in modo improvviso ed eruttivo.

I 4 personaggi, così come quattro carte francesi, che sul tavolo da gioco rivelano il loro valore, si alternano nella confessione, completamente ignari del fatto di essere manovrati dal mazziere, contaminati da una pazzia rivelatrice per mano di un Discolo, o Puck che fa da jolly nel mazzo.

Ma quel ragazzino, quel giullare che gioca con le coscienze degli emarginati, deformandole, non è che il Golem nelle mani di un Dio ancor più folle, che piomba dall’alto sotto forma di un pacco.

E come nella migliore tradizione antica del teatro, il divino che scende a sorpresa con un marchingegno, il manovratore occulto, il Deus Ex Machina, irrompe sulla scena in un modo che è casuale solo in apparenza, per portare luce nell’ombra e risolvere ciò che all’uomo pare irrisolvibile. Darà chiarezza, senso e significato simbolico ad ogni oggetto manifesto, che possa essere un fiore, uno specchio, un coltello, uno scrigno.

Full ‘e fools vuole mettere in evidenza l’effimera corsa contro il tempo, verso gli obiettivi fasulli che la società ci impone sin da piccoli, costringendoci a perseguire l’inafferrabile.

E proprio durante questa folle corsa può capitare di imbattersi in un’anima raminga, senza però avvertire la sua presenza, un uomo o una donna condannati all’ombra proprio dal nostro comune egoismo, come scarti di una società che si mostra respingente verso i più deboli e bisognosi e che sempre più spesso raggiungono di diritto lo status di uomini invisibili.

 

L’incontro dell’umano nel teatro del mondo, avviene in questo caso specifico nel mondo del teatro e quella sottile linea di confine, la barriera posta dalla società e da noi stessi facenti parte della stessa, si riduce a golfo mistico, a quello spazio fisico tra platea e palcoscenico in un gioco tra le parti dove la riflessione fa emergere il dramma della condizione umana al di là della classi e delle etichette.

La compagnia Crown Theater porta in scena un progetto corale, che dà vita ad una regia collettiva, cui prendono parte tutti i suoi membri.

Lo spettacolo andrà in scena nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, ore 21:30 per il Napoli Teatro Festival 2018.

 

CAST:

Rossella Amato

Gianluca d’Agostino

Marcella Granito

Paolo Romano

E il piccolo Gabriele Carlo D’Aquino.

 

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TEATRO

FLAT 401 al Nuovo Teatro Sanità

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Venerdì 25 e sabato 26 maggio 2018, ore 21.00 e domenica 27 maggio 2018, ore 18.00

Drammaturgia Giovanni De Luise

con

Alice – Chiara Barassi

Armando – Manuel Severino

Bianca – Santa Verde

Signora Cuore – Federica Pirone

scene Vincenzo Fiorillo, Rosita Vallefuoco

costumi Sara Oropallo

musiche originali Mario Autore

assistenza alla regia Chiara Barassi

aiuto regia Mario Autore

regia Filippo Stasi

Debutta venerdì 25 maggio, ore 21.00, presso il Nuovo Teatro Sanità, FLAT 401, spettacolo vincitore della seconda edizione di On stage h24, progetto a cura di Carlo Caracciolo e Fabiana Fazio. Il gioco teatrale, a cui hanno partecipato attori, registi, drammaturghi lo scorso gennaio sul palco di piazzetta San Vincenzo, s’ispira al Kino Kabaret, evento che appartiene al mondo del cinema, durante il quale filmakers da tutto il mondo s’incontrano in un luogo e girano cortometraggi in tempi brevissimi.

FLAT 401 di Giovanni De Luise, secondo classificato al Premio letterario “Anna Castelli” 2018, per la sezione Teatro, è messo in scena con la regia di Filippo Stasi. Gli attori Chiara Barassi, Manuel Severino, Santa Verde e Federica Pirone interpretano i protagonisti della vicenda, la storia di Alice, il suo cambiamento di vita, improvviso, generato da un’ingiustizia subita che non trova una logica spiegazione se non nella prepotenza del potere a cui, talvolta, bisogna sottostare. Lo spettacolo replica sabato 26 maggio alle ore 21.00 e domenica 27 maggio alle ore 18.00. Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Il costo del biglietto è di 12,00 euro.
Siamo in un appartamento al piano terra del grattacielo Cuore. Alice, la protagonista della storia, si accorge che in casa c’è un intruso, Armando, il quale la informa che a breve verrà a farle visita la proprietaria del grattacielo, la Signora Cuore, per sfrattarla dall’ appartamento in cui è in affitto. Il mondo di Alice crolla, non riesce a trovare una spiegazione a quello che le sta accadendo; non c’è alcun motivo logico, nessuna ragione o colpa per cui lei debba esser mandata via dalla casa. Nel dialogo tra i due, interviene Bianca, la segretaria dell’amministratrice, che però non riesce a trovare una soluzione a quella situazione così assurda e surreale. Ormai, ad Alice, non resta che aspettare la temibile Signora Cuore per conoscere il proprio destino.
A proposito della drammaturgia, l’autore Giovanni De Luise dichiara: «Il testo mette in risalto il cambiamento della vita di Alice. Vittima di un’ ingiustizia surreale, le viene intimato di lasciare il proprio appartamento dalla proprietaria del grattacielo. L’ accusa si basa su delle leggi condominiali non scritte, o meglio, scritte su un libro che ha ancora delle pagine bianche. Alla vittima non rimane molto da fare, accenna un conflitto con il suo carnefice, ma è un conflitto inutile in quanto Alice subisce inerme e passiva la decisione della Signora Cuore. L’appartamento, come spesso accade nella realtà, è anche un luogo dove la donna è reclusa in maniera inconsapevole, e la cacciata potrebbe essere vista anche come liberazione. La vicenda mette in risalto la prepotenza del potere e l’impossibilità dell’ uomo di potervi tenere testa, perché spesso preso in inganno. Il testo cerca di far riflettere sulle ingiustizie quotidiane subite da tutti noi, da atti che possono definirsi criminali contro chi fa parte di una società civile, come quella del condominio Cuore».
Riguardo alla messinscena, invece, il regista Filippo Stasi: «Cosa succederebbe se tutte e tre gli elementi dell’apparato psichico, Es, Io e Super-Io, si incontrassero? In un appartamento magari, un appartamento che è il mondo intero. E che tutto ciò che circuisce l’appartamento sia immerso in un freddo pungente, il Caos. Lo studio critico fatto sul testo porta, inequivocabilmente, a trovare un senso all’assurdo. Che la trama si muova sul concetto di ingiustizia, questo è incontrovertibile. Resta solo da capire a quale giustizia eticamente sociale vogliamo porgere il fianco. Quella a cui si fa riferimento è la presa di posizione del potere sull’individuo, la manipolazione che si subisce involontariamente nel corso della vita. L’ asfissiante ragione che il potere cerca in tutti i modi di far valere. Il testo non è altro che l’analisi interna ed esterna di una società basata su causa ed effetto e su ciò che può accadere se si vuole esplorare l’inesplorabile.
Disposto a rintanarsi in una zona di confort, l’individuo non si aspetta che accada nulla di più di ciò che riesce a controllare. Gli vengono create delle strutture comportamentali che seguono le classiche convenzioni sociali in cui viviamo, e per poterle abbattere non resta che inscenare una lotta personale con se stessi. È chiaro che l’elemento tragicomico è visibilissimo, così come l’analisi che vogliamo proporre: la presa di coscienza di se stessi, lo spingersi al di là della zona calda, e aspettarsi l’inaspettabile».

Nuovo Teatro Sanità, Piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli
Costo del biglietto: 12,00 euro
Info e prenotazioni: 3396666426

oppure info@nuovoteatrosanita.itwww.nuovoteatrosanita.it

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TEATRO

L’Immoralista al Nuovo Teatro Sancarluccio

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Venerdì 25 e sabato 26 maggio alle ore 21:00, presso il Nuovo Teatro Sancarluccio, si terrà lo spettacolo L’Immoralista(dal romanzo di Andrè Gide), scritto da Antonio Mocciola e Luisa Guarro con Giovanni Esposito e Marilia Marciello per la regia di Luisa Guarro.

Sinossi breve

André Gide non credeva ne “L’immoralista” . Lo scrisse, ma non ci credeva. Impose all’editore di stamparne non più di 300 copie, perché non ne servivano altre. Aveva ragione. Il libro restò lì, tra l’imbarazzo della critica e il silenzio-dissenso del pubblico. Ben altre glorie avrebbero atteso lo scrittore francese, omosessuale tormentato, penna sbarazzina in anticipo su tutti i tempi. Nessuno aveva osato, finora, portare sulla scena Michel e Marceline, i protagonisti di una vicenda che può raccapricciare, oggi come allora (si era nel 1901), per la totale assenza di consolazione moralistica. Giovani sposi, appartenenti all’alta borghesia della Francia colonialista, la loro è la storia di una coppia infelice, intrappolata in un perpetuo viaggio di nozze. L’infelicità di cui soffrono non è dovuta tanto alla mancanza d’amore, che entrambi sinceramente cercano di imparare, ma ad una più profonda condizione di costrizione.

L’ educazione morale del tempo è rigida, impone modelli di vita assoluti e angusti, il sistema sociale ipocrita, inquadra a danno dell’autenticità.La repressione dell’autenticità debilita e fa ammalare. Per guarire Michel fa appello alle sue forze vitali e istintive, entra in contatto con le sue intime e inesplorate pulsioni, per “imitazione della salute dei bambini selvaggi, conosciuti in Africa”, per la prima volta, sperimenta viscerali sussulti di vita. Di quei bambini s’innamora, in tutti i sensi, si ribella alla morale corrente e con entusiasmo scopre la vita, i colori e gli umori.

Ma i suoi impeti istintivi sono inadeguati, totalmente inconsapevoli e incontrollati, non accordati alla realtà e alle relazioni nel corso di una libera crescita. Marceline, dal canto suo, è assorbita dal progetto di vita cattolico, borghese e ben pensante e combatte la sconsiderata ribellione di Michel: diventa per lui riferimento materno, amorevole e severo; disposta ad accettare le sue “stravaganze”, rispetto alle quali evita indagini approfondite, ha come unico obiettivo trattenerlo entro i limiti del suo disegno. Marceline non aiuta Michel ad indirizzare le nuove energie, lascia che egli compia gli errori, che ne soffra e torni continuamente sui suoi passi, disperato e domito, fino a quando quelle energie esplodono e diventano inarginabili …

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TEATRO

“Icaro vivo” a Sala Ichòs

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Venerdì 18 maggio ore 21

La stagione di Sala Ichos (via Principe di Sannicandro – San Giovanni a Teduccio, Na) si conclude venerdì 18 maggio, alle ore 21, con “Icaro vivo”, prodotto da Vincenzo Maria Lettica che fa parte della Trilogia del Sole Ingannatore. Lo spettacolo, diretto e creato da Lettica, è ispirato dal mito di Icaro, dalle letture di Steinbeck, dagli scritti di Ovidio, dalle considerazioni di Dario Fo e dalle testimonianze raccolte da Ai Weiwei e vede in scena Carmen Annibale, Marco Di Prima, Viola Forestiero e Vincenzo Maria Lettica.

Note dello spettacolo

Una performance di teatro visivo, di parola e musicale come d’abitudine di Vincenzo Maria Lettica e dell’omonima compagnia. Il teatro dei segni di origine orientale incastrato nel racconto musicale e influenzato nel contenuto dalle drammaturgie contemporanee. Una ricerca sulla bioritmica naturale nel tentativo d’innovarne le forme espressive: il video, la danza, il canto e la parola come strumenti gestuali significanti di passione, emozione, delirio e consapevolezza.

La musica e la canzone come testo narrativo nell’esplicazione delle immagini in scena.

Icaro: ingenuo e temerario volante, come Chisciotte: illuso e maldestro guerriero, come Fracassa: nobile e disgraziato guitto; come Achab: perduto e disperato capitano; anche il teatrante attratto dalla luce del sole, s’invola verso di esso confuso dalla politica, verso il sole ingannatore che ne scioglierà le ali facendolo precipitare nella verità.

Sceglie Icaro di volare, restare in alto, raggiungere il sole magari, senza scendere sulla terra che vede sempre più insulsa; imbrogliata da politici mestieranti; inquinata da sconsiderati mafiosi; ingannata dalle parole che giungono dai pulpiti mediatici dei falsi maestri; rimbombata da canzoni ipocrite, dilaniata da fanatici religiosi e raccontata da scritti opportunistici.

“Icaro vivo” nasce da un dolore e come spesso accade nell’arte teatrale, il percorso artistico accompagna l’elaborazione del disagio nella catarsi in termini di purificazione. Un viaggio di verità alla ricerca della bellezza. Un lavoro sull’inganno perpetuato ai danni dell’uomo dalle mafie, dal potere, dall’ingiustizia, dal disamore, dall’ipocrisia della fede e dalla cattiva politica.

 Sala Ichòs

Via Principe di Sannicandro 32/A – San Giovanni a Teduccio (NA)

Fermata metro linea 2: San Giovanni a Teduccio – Barra

Lo spazio è dotato di ampio e gratuito parcheggio

Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

Giorni e Orari concerti: 18 maggio alle ore 21

ICARO VIVO

Uno spettacolo di Vincenzo Maria Lettica

ispirato dal mito di Icaro, dalle letture di Steinbeck, dagli scritti di Ovidio, dalle considerazioni di Dario Fo e dalle testimonianze raccolte da Ai Weiwei

musiche di Shaone, Balestrieri, Morricone, Richter, Nouvelle Vague, Placebo, Rettore, Bach, Ricciardi, Bowie, Despalt, Albironi, Caparezza e Hunger

testi di Fo, Lettica, Coelho, Brecht, Basile, Steinbeck, Ovidio e del Corano

parole di Vitas Gerulaitis, delle miss peruviane e di Bernardo Bertolucci

in scena Carmen Annibale, Marco Di Prima, Viola Forestiero e Vincenzo Maria Lettica

maschere e l’assistenza creativa di Ilaria Orsini

luci di Ciro Lettica

assistenza alla regia audio di Mirella Soprano

creazione regia di Vincenzo Maria Lettica

produzione della compagnia Vincenzo Maria Lettica per il teatro in collaborazione con Ex Asilo Filangieri Napol

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TEATRO

Al Nostos Teatro, in scena “Rock Oedipus”

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Di e con Manolo Muoio

Sabato 19 maggio alle 21, ultimo appuntamento di “Approdi 2018” 

con un Edipo front-man tra musica e teatro

Sabato 19 maggio alle 21, al Nostos Teatro di Aversa va in scena “Rock Oedipus” di e con Manolo Muoio, ultimo appuntamento della stagione “Approdi 2018”.

Edipo è il front-man, il re-guaritore, il re-sciamano. Testimonia di altre relazioni con le donne, coi bambini, con gli animali. Perché è egli stesso continuamente preso in infiniti “divenire-donna, divenire-bambino, divenire-animale”. È l’attorice o l’attricere in transito perenne tra illusione e realtà.

Abita qui un deposito perduto di testi, memorie e oggetti-feticcio precipitato in un “piccolo-privato-perverso” immaginario rock.

Un pugno di oscure e affilate tracce psichedeliche scaturisce live dalla Stratocaster di Luca Pietramala, accompagnando Manolo Muoio in un viaggio alla deriva fra teatro, rock e performance. L’ombra di Doors, Stooges e Velvet Underground affiora attraverso la musica, coesistendo sulla scena nuda con Eschilo e Sofocle, fra molteplici rimandi iconografici, suggestioni emozionali, brandelli di memoria.

La tragedia greca rinasce dallo spirito del rock.

Rock Oedipus è uno spettacolo ideato, diretto e interpretato da Manolo Muoio con sound engineering and live music di Luca Pietramala, area tecnica Antonio Giocondo, consulenza ai costumi Rita Zangari e trucco di Marinella Giorni.

Sabato 19 maggio ore 21

Rock Oedipus

ideato, diretto e interpretato da Manolo Muoio

sound engineering and live music Luca Pietramala

area tecnica Antonio Giocondo

consulenza ai costumi Rita Zangari

trucco Marinella Giorni

Posto Unico: 12 €

Ridotti allievi Nostos: 10 €

Abbonamento a 3 spettacoli a scelta: 25€

Nostos Teatro

Viale J. F. Kennedy, 137, trav. Brodolini, 6

81031 – Aversa (CE)

Info e Prenotazioni:

info@nostosteatro.it

Tel. 081 19 169 357

Cel. 389 24 714 39

Per raggiungerci in auto su Google Maps digita: Nostos Teatro

Aversa

Per raggiungerci con il trasporto pubblico: Fermata Aversa Ippodromo della Metropolitana linea Arcobaleno (linea Napoli – Giugliano – Aversa)

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TEATRO

Il Ritorno del Mammasantissima al Nuovo Teatro Sanità

Il ritorno

Un progetto di Luciano Saltarelli con la compagnia giovane del Nuovo Teatro Sanità

Venerdì 18 e sabato 19 maggio 2018, ore 21.00

Domenica 20 maggio 2018, ore 18.00

Debutta venerdì 18 maggio, ore 21.00, al Nuovo Teatro Sanità, Il ritorno del Mammasantissima a cura di Luciano Saltarelli. Lo spettacolo, nato nell’ambito del Progetto EMME, laboratorio tenuto dallo stesso Saltarelli con gli allievi del ntS’, vede in scena la compagnia giovane del teatro di piazzetta San Vincenzo. Repliche sabato 19 maggio (ore 21.00) e domenica 20 maggio (ore 18.00). Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Il costo del biglietto è di 12,00 euro.

Il testo dello spettacolo prende spunto dal film Il Mammasantissima, diretto da Alfonso Brescia, nel 1979, con protagonista Mario Merola che interpretava un capo-rione molto amato dalla gente, perché amministrava il quartiere secondo il suo codice morale, dalla parte dei deboli e contro i prepotenti. Nella libera trasposizione teatrale della pellicola cinematografica, effettuata dal regista Luciano Saltarelli, i nomi dei personaggi sono stati cambiati, sostituendoli con altri che hanno riferimenti alla nomenclatura cristiana o pagana popolare.

Sullo sfondo, la cittá di Napoli in cui fermenta e spadroneggia il contrabbando di sigarette di cui il Mammasantissima è figura di spicco. Oltre al commercio illecito, Don Salvatore (detto il Mammasantissima per la sua autorevolezza e per l’ indiscusso carisma) si dedica alla difesa dei deboli, vessati da delinquenti senza scrupoli, tra cui un avvocato e un usuraio. Quest’ultimo, per vendicarsi delle intromissioni di Don Salvatore nei suoi loschi affari, violenterà la figlia del Mammasantissima, aiutato dal perfido avvocato. Un atto imperdonabile che scatenerá l’ira di Don Salvatore, il quale verrà meno alle proprie regole morali, uccidendo i responsabili del crimine.

A quarant’anni dall’uscita del film e a un secolo dalla nascita della sceneggiata
napoletana (il genere teatrale di riferimento del Il Mammasantissima e di tante
altre pellicole dell’epoca), le considerazioni sugli eventi e sul comportamento morale
dei protagonisti cedono il passo a uno sguardo più benevolo, iconico e quasi astratto,
che intravede, in tali personaggi, figure mitiche, ingessate nella propria espressività,
al pari dei pupi siciliani o di maschere tribali.

A proposito del suo lavoro, il regista Luciano Saltarelli dichiara: «Tutto questo materiale narrativo mi è sembrato un interessante spunto per rielaborare la trama e realizzare uno spettacolo che evidenziasse la ricchissima teatralità degli eventi e dello sguardo su Napoli, presente nel film. Sono fortissimi gli echi della sceneggiata napoletana, con le sue figure stereotipate e sanguigne, mosse da impeti di rabbia o di passione, impregnate di religiosità popolare e animosità animalesca, devote al potere quasi taumaturgico di un fuorilegge in odore di santità. Questo universo, così intriso di una ormai mitica napoletanità, non poteva trovare migliori interpreti negli attori del Nuovo Teatro Sanità che incarnano con grandissima naturalezza e misura le passioni infuocate di una città millenaria, meraviglioso e santissimo inferno».

CAST

Carlo Geltrude – Il Mammasantissima

Ilaria Di Vicino – Assunta

Arianna Cozzi – Maria

Ciro Burzo – Peppe

Vincenzo Antonucci – Bracalone Vufaro

Simone Fiorillo – Avvocato Barzabucco Zimmaro

Mara Dattilo – Matalena

Davide Meraviglia – Aniello, Napoleone

Roberta D’angelo – Ntretella

Antonio Orefice – Nennillo

Danilo Avella – Don Alfonso

Enrico Pacini – Brigadiere

Antonio della Croce – Dottor Mastriani, Abele

Fernanda Pinto – Donna Maria

Mario Ascione – Battilocchio

Josy Monaco – Zingara, Cibele

Antonio Somma – Palummella

Giada Casolla – Cerasella

Alessia Santalucia – Angiulina

Gianluca Vesce – Pazzariello

Produzione Nuovo Teatro Sanità

Nuovo Teatro Sanità, Piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli
Costo del biglietto: 12,00 euro
Info e prenotazioni: 3396666426 oppure info@nuovoteatrosanita.it; www.nuovoteatrosanita.it

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TEATRO

LA PIÚ MEGLIO GIOVENTÙ AL NEST

Promo 3

Di e con FRANCESCO MONTANARI e ALESSANDRO BARDANI

sabato 19 maggio ore 21

Ultimo appuntamento della stagione Nest – Napoli est teatro – con il ritorno di Francesco Montanari a San Giovanni a Teduccio, l’indimenticabile Libano di Romanzo Criminale, premiato come Miglior Attore a Canneseries per la sua interpretazione ne «Il Cacciatore», la fiction in onda su Rai2.

Anche questa volta ci regalerà una serata all’insegna del divertimento con “La più meglio gioventù”, un reading d’effetto interpretato dallo stesso Montanari e dal suo amico e socio Alessandro Bardani. Rappresenta il lato più leggero e dissacrante della scrittura di Bardani e Montanari, con uno stile che si ispira a film come “Clerks” e “Coffee and cigarettes” e al teatro canzone di Gaber. Non mancano richiami a Woody Allen, Ben Stiller ma anche Pier Paolo Pasolini, Marco Tullio Giordana (“La meglio gioventù”) e a Samuel Beckett (“Aspettando Godot”).

Francesco e Alessandro nei panni di loro stessi, si ritrovano a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, a esprimere e condividere ansie del tempo attuale, parlando apertamente a ruota libera, con un’ unica convinzione: “Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo…”. In un’ atmosfera che vede mischiare sacro e profano. Battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti sono alla base del reading. 

Montanari e Bardani sono alla loro ennesima collaborazione. Hanno già recitato insieme nella serie tv “Romanzo Criminale”, nella sketch-comedy per Repubblica.it “Felici & Contenti – Pillole di Becchinaggio”, scritta da Bardani stesso, collaborato ancora nel cortometraggio pluripremiato e Nominato ai David di Donatello “Ce l’hai un minuto?”, scritto e diretto da Bardani, che vede tra gli interpreti oltre a Montanari anche Giorgio Colangeli, poi ancora insieme nel reading tributo a Girgio Gaber “Grazie ancora Signor Gaber”, nello spettacolo teatrale campione di incassi “Il più bel secolo della mia vita”, con Bardani impegnato come autore e regista insieme a Luigi Di Capua dei The Pills e Montanari come co-protagonista nuovamente con Giorgio Colangeli e presentato il programma estivo “Happy Hour” su Radio 2.

INFO E CONTATTI

 Nest Napoli Est Teatro –  Via Bernardino Martirano 17 – San Giovanni a Teduccio , Napoli

LA PIÚ MEGLIO GIOVENTÙ  – 19 MAGGIO  2018 ore 21 

biglietto unico 15 euro

+39 3208681011

Info.teatronest@gmail.com

WWW.NAPOLIESTTEATRO.COM

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