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TEATRO

TEATRO

Scarabocchi” al Nostos Teatro

Scarabocchio

Il fumetto di Maicol&Mirco  in scena con il Teatro Rebis

Sabato 21 aprile alle ore 21 nello spazio di Aversa

Lo spettacolo è inserito tra gli eventi Comicon-off

Sabato 21 aprile alle ore 21, al Nostos Teatro prende vita il fumetto di Maicol&Mirco con il Teatro Rebis in “Scarabocchi”. Lo spettacolo è inserito tra gli eventi Comicon-off.

“Scarabocchi” in teatro nasce dalla collaborazione del Teatro Rebis con Maicol&Mirco, ed è la metamorfosi scenica dei loro brutali e innocenti fumetti, dove i corpi sono incastonati in scomode reticenze, dove gesto e parola, ridotti all’essenziale, tentano di abbozzare l’immagine ‘purificata’ di un’umanità risibile e sconcia.

La trasposizione teatrale di Rebis non intende solo riportare in scena gli sketches dei fumetti di Maicol&Mirco, ma entrare nei silenzi che dividono i personaggi, nell’intimità scabrosa che evocano, nell’azzeramento del discorso che con ferocia denunciano.

Gli “Scarabocchi” rappresentano un’opportunità eccezionale nella tensione verso la spoliazione dell’orpello, cifra stilistica del Teatro Rebis, oltre che il segno grafico di Maicol&Mirco.

A proposito del lavoro da cui nasce lo spettacolo: “qualcuno sostiene che gli Scarabocchi di Maicol&Mirco siano delle strisce a fumetti. Ironiche e malate. Stupide e violente. Gli Scarabocchi sono un vestito stracciato. Un sassolino nelle scarpe. Il sale nel caffè, il dente da latte sputato in terra. L’incendio di una biblioteca. Il sorriso di un decapitato. Sono fumetti travestiti da altro. Sono strisce nere sul libro della Storia dell’umanità. Sono la bava di un pennarello scarico. Un omicidio condannato prima di essere commesso. Sono rossi. Ma il loro rosso non è quello del fuoco, né quello dell’inferno, né quello del tramonto. Il loro rosso è quello della vergogna del Primo Uomo specchiato per la prima volta. Gli Scarabocchi non sono esseri umani, non sono personaggi. Sono abbozzi. Proprio come me e come te. Essi camminano raramente. Più spesso corrono, inciampano, fuggono, si precipitano”.

Prossimo appuntamento al Nostos Teatro: 19 maggio 2018 ore 21, “Rock Oedipus” di e con Manolo Muoio, liberamente ispirato a testi di Sofocle, Eschilo, T. S. Eliot, B. Brecht, G. Debord.

Sabato 21 aprile ore 21

Teatro Rebis e Maicol&Mirco

SCARABOCCHI

di Maicol&Mirco

con Meri Bracalente, Sergio Licatalosi, Fernando Micucci

scenografie Cifone

musiche Maestro MAT64

drammaturgia e regia Andrea Fazzini

Posto Unico: 12 €

Ridotti allievi Nostos: 10 €

Abbonamento a 3 spettacoli a scelta: 25€

Nostos Teatro

Viale J. F. Kennedy, 137, trav. Brodolini, 6

81031 – Aversa (CE)

Info e Prenotazioni:

info@nostosteatro.it

Tel. 081 19 169 357

Cel. 389 24 714 39

Per raggiungerci in auto su Google Maps digita: Nostos Teatro

Aversa

Per raggiungerci con il trasporto pubblico: Fermata Aversa Ippodromo della Metropolitana linea Arcobaleno (linea Napoli – Giugliano – Aversa)

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TEATRO

Ichòs Zoe Teatro presenta Antigone

Antigone

Per “Una vita per il teatro” Sala Ichòs per il sociale

20 e 21 aprile 2018

A Sala Ichòs il 20 e 21 aprile debutta Antigone, prodotto da Ichòs Zoe Teatro, per la regia di Salvatore Mattiello e con Giorgia Dell’Aversano, Pietro Juliano, Rossella Sabbatini e Ivano Salipante. Le musiche originali e suoni LA-Nu sono a cura di Claudio Marino e Gino Potrano e i costumi di Roberta Sorabella.

Lo spettacolo rientra nella rassegna di teatro sociale d’arte dal titolo “Una vita per il teatro” che segna una collaborazione tra il gruppoIchòs Zoe Teatro e l’Organizzazione di progettazione e management culturale Officinae Efesti.

Con Antigone, Ichòs Zoe Teatro continua un discorso intorno al Segno del Mito, iniziato nel 2016/2017 con la Medea. Dopo “La sposa sola”, la compagnia di San Giovanni, diretta da Salvatore Mattiello, prosegue il proprio viaggio nel mondo del Tragico Greco e incontra Antigone, la giovane ribelle condannata a morte per aver disobbedito all’editto del re.

La nostra messa in scena, va pensata come il tentativo costante di “interrogare le ragioni del Mito”. La tenuta tragica del gesto compiuto da Antigone diventa il tema centrale intorno al quale monteranno gli interrogativi e le riflessioni degli attori in scena: Quale Antigone è ancora possibile oggi, in questo nostro tempo? Quello in cui viviamo adesso? E nel quale, a noi sembra veramente difficile trovarle degli interlocutori e dei riferimenti per i quali la sua vicenda possa ancora una volta valere la pena di essere rappresentata? La costruzione sulla scena sottopone Antigone alla “prova del tempo”, e tutto il lavoro di scrittura procede attraverso un complesso meccanismo di relazioni e sottrazioni: “il Tragico Greco entra costantemente in relazione con un luogo del tempo a noi più vicino, e da questo momento in poi la messa in scena procede come se ad Antigone venisse a mancare il terreno sotto i piedi, come se il Mito non fosse più in grado di restituirci ragioni forti per le quali un gesto di opposizione e resistenza al potere oggi abbia ancora senso. Così, davanti al corpo malamente sepolto di un giovane uomo ritrovato nei pressi di una Scuola di San Giovanni con la bocca incerottata, l’attrice che vorrebbe interpretare Antigone pone le sue domande: Come ti chiamavi? Perché sei morto? Per cosa? Quale guerra hai combattuto? Quale governo governa la tua città? La tua Polis? Avevi un fratello un padre/fratello una madre/nonna due sorelle? Io vorrei essere tua sorella! Tua sorella Antigone! Ma quale Antigone è possibile oggi in questo nostro tempo?

Antigone

“Una vita per il teatro” – Sala Ichòs

Via Principe di Sannicandro 32/A – San Giovanni a Teduccio (NA)

Fermata metro linea 2: San Giovanni a Teduccio – Barra

Lo spazio è dotato di ampio e gratuito parcheggio.

Ingresso spettacolo: 5 euro

Giorni e orari spettacolo: venerdì 20 e sabato 21 aprile ore 21

Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

Attivo per il pubblico di Sala Ichòs il servizio gratuito Vai a teatro in navetta! L’autobus preleverà gli spettatori a Napoli il sabato alle ore 19:45 e la domenica alle 18 a piazza Borsa (adiacenze fermata metropolitana) e li accompagnerà nello spazio di San Giovanni a Teduccio. Garantito anche il ritorno, con destinazione finale sempre piazza Borsa. Il servizio è gratuito ed è possibile effettuare la prenotazione (sempre durante la settimana, entro e non oltre le ore 12 il sabato e la domenica), tramite whatsapp al numero 329 6264 545, indicando il cognome e il numero di passeggeri.

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TEATRO

TRENTATRAM FESTIVAL

imbroglietto tram

Festival per compagnie Under 30

 dal 10 al 27 maggio 2018

prima edizione

direttore artistico  Mirko Di Martino

segreteria  Assia Iaquinto

responsabile tecnico  Angela Grimaldi

ufficio stampa  Hermes Communication

media partner Eroica Fenice

media partner Quarta Parete

 

 Il Festival “TrentaTram” nasce per promuovere le giovani compagnie che si distinguono per l’originalità e la cura delle loro proposte. Dal 10 al 27 maggio 2018 il teatro TRAM ospiterà 11 spettacoli (selezionati sul territorio nazionale con bando pubblico ) portati in scena da attori e registi rigorosamente under 30. Ma, per sostenere la nuova drammaturgia, anche i testi degli spettacoli saranno tutti originali e scritti da giovani autori.

Il direttore artistico del TRAM, Mirko Di Martino, dichiara: “Il teatro del futuro è nelle mani delle giovani compagnie teatrali: l’innovazione, il gioco un po’ folle, la sperimetazione, appartengono inanzitutto agli attori, ai registi e agli autori che oggi hanno meno di trent’anni. Tuttavia, non è facile per loro trovare spazio nel ristretto e asfittico mondo del teatro italiano. Abbiamo ideato il Festival TrentaTram per rimediare a questa carenza gravissima: cercheremo di dare visibilità ai giovani, di sostenerli e incoraggiarli nel loro percorso di crescita”.

A valutare gli spettacoli in concorso ci saranno due giurie, una composta da esperti del settore e l’altra da spettatori: la compagnia vincitrice potrà portare in scena il proprio spettacolo nella stagione 2018/19 del TRAM. Ci saranno, inoltre, premi e riconoscimenti per le diverse categorie artistiche. I biglietti per il Festival potranno essere acquistati a prezzi molto contenuti; solo 10 euro, con la possibilità di acquistare on line a 8 euro e risparmiare ulteriormente con le diverse Card.

Teatro TRAM

via Port’Alba 30, Napoli

 cell.  342 1785 930

tel.  081 1875 2126

email  tram.biglietteria@teatrotram.it

www.teatrotram.it

Biglietti:

intero € 10,00

on line € 8,00

 Card

3 spettacoli a scelta: € 25,00

11 spettacoli € 45,00

 

 

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TEATRO

Napolitaners: il docufilm di Gianluca Vitiello arriva a Tokyo

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Sabato 21 e domenica 22 aprile nell’ambito del Festival Italia, Amore Mio! organizzato dalla Camera di Commercio italiana In Giappone, l’omaggio alla “napoletanità” nel mondo.

 

Napolitaners sbarca a Tokyo, alla terza edizione di “ITALIA, AMORE MIO! 2018”, il più grande festival dedicato all’Italia nel Paese del Sol Levante. L’evento, che a ogni edizione registra oltre 50.000 partecipanti, è organizzato dalla Camera di Commercio italiana in Giappone e quest’anno si terrà in tre città Tokyo, Nagoya e Osaka. La prima tappa asi terrà il 21 e il 22 aprile a Tokyo a Tennozu Isle presso il prestigioso complesso Terrada Warehouse.

Un week end dal sapore italiano che guarda al futuro affrontando il tema «The Architecture of Beauty» con il coinvolgimento di prestigiosi nomi del mondo dell’architettura e non solo, per raccontare il bello dell’Italia e delle sue eccellenze. Dal cibo in primis, ma anche a tutti gli altri settori in cui il nostro Paese esprime la sua creatività come la musica, il cinema, il turismo, i motori e il design. Link al Festival www.italia-amore-mio.com/it/

Napolitaners è un racconto inedito sulla città di Napoli attraverso lo sguardo di chi ci è nato e che oggi la vive dal di fuori, lontano migliaia di chilometri da casa, alla ricerca di esperienze e nuovi percorsi di vita. “Napolitanes” è un documentario che nasce dall’amore che lega da sempre Gianluca Vitiello con la sua Napoli, lo stesso amore che lega tanti napoletani che hanno dovuto lasciare la loro città in nome del lavoro, di un sentimento o di una ricerca.

Dopo un lungo tour di presentazioni, tra New York City al World Bridge Festival, Napoli e Milano, il docufilm sbarca a Tokyo nel Festival Italia Amore Mio, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone. “Napolitaners” sarà presentato sabato 21 aprile all’interno della nave (T-Lotus) attraccata lungo il canale dello spazio Terrada a Tennozu Isle, mentre domenica 22 nell’evento all’interno dello Spazio Seminari di Piazza Italia.

Artista e speaker di radio DeeJay, classe 1976, Gianluca Vitiello è “emigrato” a Milano da 11 anni. Ed è proprio dalla capitale lombarda inizia la narrazione che si snoda tra le vie di Berlino, New York, Ibiza, Milano e Tokyo, tra i bar i quartieri e luoghi di lavoro. Una storia d’amore intramontabile sulle proprie origini e la propria terra attraverso ritratti-interviste di ragazzi che vivono all’estero. Un omaggio alla “napoletanità” nel mondo.

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TEATRO

“Varietà – per sfuggire al sfuggire al destino” al Nuovo Teatro Sancarluccio

locandina spettacolo matteo mauriello

Da giovedì 19 a domenica 22 aprile a Napoli

 

Da giovedì 19 a domenica 22 aprile(giovedì, venerdì e sabato ore 21:00 e domenica ore 18:009 presso il Nuovo Teatro Sancarluccio, si terrà lo spettacolo “Varietà – per sfuggire al destino” con Laura Lazzari e Matteo Mauriello per la regia di Gennaro Monti.

Arrangiamenti e direzione musicale Gerardo Buonocore; piano e workstation Gerardo Buonocore.

Sinossi

Lo spettacolo è un contenitore di “modi” e “vezzi” del mestiere dell’attore e del performer in generale.  In questo “scrigno scenico” vengono contenute le paure i modi di dire, i luoghi comuni, le necessità e le “patenze” degli artisti in tempi di “magra” . La continua necessità di dover dimostrare qualcosa, la corsa contro il tempo per essere migliori del proprio compagno di scena e la voglia imperante di essere al centro  “dell’occhio di bue”. La storia è quella di una compagnia scalcagnata che si esibisce durante una festa di paese in un varietà .

L’esibizione serve  da “tappabuchi” al vero evento : la processione di un santo. Ma improvvisamente la reliquia del santo in questione viene misteriosamente rubata e gli artisti sono costretti ad intrattenere il pubblico.

Ecco che nasce un varietà rapsodico e arrabattato , fatto di citazioni e monologhi “azzeccati alla buona” .

In realtà è soltanto una carrellata di omaggi e contaminazioni che vedono il matrimonio tra la musica di tradizione e lo swing, la musica classica ed il teatro “vero”, la sceneggiata e la musica dance. Una carrellata che parallelamente alla musica racconta la storia di un mestiere antico e sempre costretto a resistere esistendo.

Divertente, ammiccante, comico e tragiComico, il viaggio sonoro e prosaico si svolge tra i faccioni falsamente sorridenti  dei due comici e l’eleganza aggressiva delle donne.

……tutto ciò avviene mentre una vecchia radio annuncia gli sviluppi dell’indagine! Chi avrà sottratto la Santa reliquia!?

Note di regia

Varieta’ per sfuggire al destino è un percorso che mette in gioco le capacità dell’attore a 360° , la musica e la prosa si “danno il cambio” e si inseguono in una partita di esercizi tecnici e richiami poetici che sono il divertimento di “fare questo mestiere”. Gli arrangiamenti con incastri precisi e spesso spiazzanti, le caratterizzazioni pungenti e il ritmo generale , vogliono dare la sensazione di un “tempo” che scorre in attesa di un applauso liberatorio. E’ la vita dell’artista : costantemente in bilico, ma sempre in attesa di un plauso del pubblico. La messa in scena è fatta di piccole sorprese, movimenti studiati che appaiono “inventati” , una ricerca continua di strade diverse e altri “punti di vista” .

Una giostra artigiana, potente come una compagnia numerosa. Il varietà è il pretesto per raccontarsi e per esaltare il valore delle cose di scena , le luci trovate sul palco e l’utilizzo di “cenni di teatro di figura” .

Gerardo Buonocore cura le musiche e gli arrangiamenti , lasciando alla capacità degli attori  la cornice ritmica ed il gioco “ironico”  .

Il percorso nasce da una amicizia di anni che ha stimolato  collaborazione di Gennaro Monti e Sonia De Rosa, già a capo della carovana di CircoSospeso ,  con Laura Lazzari e Matteo Mauriello.

Una serie di rapporti sinceri e scambi di vedute nati dietro le quinte si altri spettacoli e tra le prove di allestimenti vari. Ogni artista porta la “sua” visone delle cose e la condivide e la “infetta” di folli.

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TEATRO

A-Medeo al Nuovo Sancarluccio

foto spettacolo A-Medeo

Sabato 14 (ore 21:00) e domenica 15 aprile (ore 18:00), presso il Nuovo Teatro Sancarluccio si terrà A-Medeo di Marina Cioppa e Michele Brasilio con Stefania Remino e Antimo Navarra per la regia di Michele Brasilio.

SINOSSI:
L’opera viaggia attraverso lo studio di alcuni personaggi di Eduardo De Filippo; in particolar modo concentrandosi sulla figura dei figli. Partendo dal concetto che un attore quando sale sul palcoscenico “uccide” la persona che è per far vivere un personaggio che non esiste se non esclusivamente sulla scena. La volontà dell’opera è dunque quella di rivendicare la paternità artistica del maestro. I lavori di De Filippo si innestano su un gioco fatto di luci e immagini che riescono a dare voce ai silenzi. L’autore si serve così di commedie quali “Mia famiglia”, “ Filumena Marturano”, “Bene mio, core mio”, “Gennareniello” , “Sabato, domenica e lunedì”, “L’abito nuovo”, “Napoli milionaria”, “Natale in Casa Cupiello” in cui la presenza dei figli è determinante per lo svolgimento dell’opera stessa e il riconoscimento degli altri personaggi. La modernità degli anni 2000 ha portato a numerosi cambiamenti immaginabili, ma nonostante questo per tutte le madri “i figli sò figl e sono tutti uguali”. L’autore seppur giovane entrando in punta di piedi ha voluto così analizzare quella che è la raffinata e forse ineguagliabile drammaturgia di Eduardo immaginando di essere lui stesso un suo figlio e cambiando così la prospettiva di scrittura che è quella di un figlio che osserva, analizza e forse arriva a comprendere la figura del padre, spesso fatta di errori e mancanze, piuttosto che l’inverso. E’ un testo particolare, introspettivo, che volutamente ha un finale aperto; lo spettatore deve sentirsi libero di immedesimarsi o meno nella figura di un genitore quanto di un figlio, e di odiare quanto comprendere certe scelte che inevitabilmente rientrano in una soggettività e una sfera intima in cui l’autore non vuole , non può entrare fino in fondo. La scelta degli attori non è casuale si è volutamente pensato a due giovani artisti la cui caratteristica primaria è la passionalità e la naturalezza scenica che, secondo l’autore e il regista, è fondamentale per un testo come questo. Il testo è originale. (VulìeTeatro)

NOTE DI REGIA: Abbiamo preso in esame i figli nelle opere di eduardo e il progetto era quello di farli essere protagonisti, di dar loro il fiato che avrebbero voluto, forse. Il testo, che inevitabilmente si avvale di citazioni eduardiane, cerca di mantenere uno sguardo  contemporaneo in cui reale e surreale si alternano e quasi si confondono. La regia cerca di vivere i pensieri o forse solo di rievocarli.(Michele Brasilio)

NOTE D’AUTORE: Tutto gira intorno alla figura del padre che, seppur assente, è però fondamentale al punto che gli attori che interpretano i personaggi di Eduardo ne richiedono la presenza esplicandola come bisogno nonché come necessità di riconoscimento paterno. Eduardo disse: “il teatro è gelo, così si fa e così l’ho fatto: è cresciuto mio figlio e non me ne sono accorto, per fortuna è cresciuto bene”. È di questa attenzione che i due figli nella pièce hanno bisogno, è questo diritto che  due attori rivendicano.   I valori forti come quelli della famiglia e del legame di sangue tra figli e genitori è qualcosa che nemmeno il tempo e l’evolversi della società può mutare. (Marina Cioppa)

Cenni biografici

VulìeTeatro è un’Associazione culturale che produce spettacoli teatrali di nuova drammaturgia e teatro contemporaneo.  VulìeTeatro produce testi originali.

Michele Brasilio da diversi anni è autore di cinema e teatro. Si occupa di critica teatrale da due anni, scrivendo su testate che si occupano di spettacolo. Da sette anni lavora come attore e aiuto regia presso Officinateatro di San Leucio. È regista teatrale e cinematografico.  Contemporaneamente è stato scelto per la partecipazione a diversi stage teatrali, alcuni dei quali con Mimmo BorrelliAntonello TodiscoMichele Pagano. Ha frequentato, inoltre, incontri teatrali organizzati da Romeo CastellucciAntonio LatellaManiaci D’AmoreCarullo Minasi. Ha preso parte ad uno stage con Walter Manfré.

Ha frequentato il workshop “Corpi scritti” con Frosini/Timpano.  <<Il teatro è pronto a far resuscitare qualcosa di vivo>>.

 Marina Cioppa scrive da diversi anni al servizio del teatro e del cinema, spaziando tra la lingua vernacolare napoletana (di solito si tratta di poesie) e la lingua italiana di nuova drammaturgia. Si occupa di giornalismo e critica teatrale scrivendo per diverse testate nazionali e regionali. Conduce una trasmissione radio dal titolo I Bastardi di Radio Siani, su Radio Siani. Dopo due laboratori teatrali nel territorio campano, iniziati ancora dodicenne, si diploma attrice-doppiatrice presso la “Voice-Art Dubbing” di Roma, con Dante Biagioni, Nino D’Agata, Anna Masullo, Riccardo Cascadan. Fonda VulìeTeatro con Michele Brasilio e scrive testi per il teatro contemporaneo. Ha scritto testi per il festivalOverture”presso  Officinateatro. Ha preso parte ad uno stage con Walter Manfré per il suo teatro della persona.  Ha frequentato il workshop “Corpi scritti” con Frosini/Timpano.

<<in drammaturgia occorre fondamentalmente “osservare bene”, il resto poi si muove da solo e devi solo descriverlo>>.

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TEATRO

Il teatro comico di Carlo Goldoni allo ZTN

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Una produzione  Do.Te. Teatro

Uno spettacolo di Ciro Fiengo

 

Sarà in scena allo ZTN, sabato 7 e domenica 8 aprile, e in replica la settimana seguente venerdì 14 e sabato 15 , e infine sabato 21 e domenica 22 aprlie l’adattamento in tre atti dell’opera datata 1745 di Carlo Goldoni “Il Teatro Comico” targato Do.Te Teatro e in collaborazione con Naviganti InVersi, scritto e diretto da Ciro Fiengo.

Attraverso il protagonista del testo, il capocomico Orazio, vero alter ego del commediografo veneziano, Goldoni analizza il ruolo dell’attore, il sentimento del pubblico e le varie sfaccettature del suo nuovo teatro di “carattere”, un teatro fatto di personaggi e di figure più complesse rispetto alle maschere standardizzate che, pur venendo dalla gloriosa tradizione della Commedia dell’Arte, avevano da tempo annoiato il pubblico il pubblico più esigente. Il protagonista non è più l’Orazio settecentesco, maestro misurato e persuaso dal dovere artistico e morale di dare un nuovo teatro al pubblico, ma è un Orazio moderno, comicamente ossessionato dalla povertà di comntenuti di alcuni ambienti (televisivi soprattutto) della comicità contemporanea. La medicina per guarire queste ossessioni è proprio l’idea di mettere in scena con la sua compagnia “Il Teatro Comico” di Carlo Goldoni.

Fiengo con il suo adattamento azzarda un esperimento, portando il capolavoro goldoniano (capolavoro perché immortale) ai giorni nostri. E così opera il passaggio dal  Teatro Comico al Teatro Comico di Carlo Goldoni, strutturando il testo su due livelli: quello della testo del 1745 e quello della storia attuale, intessendo i due piani con un’ironia che si rivela sempre attuale, tanto nel XVIII secolo che nel 2014

CAST:

Ciro Fiengo

Michele Maria Lamberti

Sabrina Augusto

Enrico Postiglione

Stefano Aloschi

Paola Neri

Tommaso Sabia

Alessandro Mostroserio

Adriana D’Agostino

CALENDARIO E ORARIO SPETTACOLI

Sabato 7 aprile, ore 21.00

Domenica 8 aprile, ore 18.30

Sabato 14 aprile, ore 21.00

Domenica 15 aprile,ore 18.30

Sabato 21 aprile, ore 21.00

Domenica 22 aprile ore 18.30

 INFO E PRENOTAZIONI:

Telefonare al numero 3398120927 o inviare una mail all’indirizzo navigantiinversi@gmail.com.

Come tutti gli spettacoli che vanno in scena allo ZTN, l’ingresso è gratuito e l’uscita è a “Cappello”.

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TEATRO

Scarrafunera al Nuovo Sancarluccio

roberto azzurro

Da giovedì 5 a domenica 8 aprile a Napoli

 

Da giovedì 5 a domenica 8 aprile(giovedì, venerdì e sabato ore 21:00 – domenica ore 18:00), presso il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, si terrà lo spettacolo “Scarrafunera” di Cristian Izzo interpretato da Roberto Azzurro che ne cura anche la regia.

Note di regia

Siamo tutti ancora un po’ animali. Siamo tutti un po’ esseri umani. Da questa riflessione parto, dopo aver interpretato alcuni esseri umani che sembrano stare al di sopra di altri esseri umani, alcuni esseri umani speciali insomma speciali – Pier Paolo Pasolini, Oscar Wilde, Boni de Castellane – e dunque stavolta divento lo “scarrafone”.

E finalmente, senza ricorrere al favoloso Gregor Samsa di Kafka, eccone un altro, senza nome, ma fatto di versi. E, nell’intento di diventare altro sulla scena – un “altro” apparentemente così lontano da noi – quando ho “incontrato” Scarrafunera di Cristian Izzo, mi sono reso conto che poi così tanto lontano non ero.

Infatti lui stesso dice: Una scarrafunera è un nido di scarafaggi. Ed è qui che rifletto su una somiglianza naturale tra l’uomo e lo “scarrafone”, che non ha nulla a che vedere con i ben noti cliché riguardanti lo schifo, il ribrezzo provocati da questo antipatico essere vivente e più vicina a quanto detto da Joyce in “Dubliners”, o da Dickens in “Hard Times”.

L’essere umano, come lo scarrafone, non si percepisce come componente di una collettività, ma si concepisce come principio e fine di un Universo a sé stante, ed in questo continuo affermarsi e prevaricarsi di “ego” ipertrofici crea un movimento spastico, violento, convulso e continuo, pur restando sempre immobile, nello stesso punto.

Una pesante immobilità, una irrisolutezza nevrotica, che sembra entrata nella quotidianità, di chi s’illude di conquistare il Mondo, rubando la mela del vicino, mentre lui non è in casa, perché occupato a rubare un’altra mela, ad un altro vicino: magari, proprio a lui.

Certo, dopo la mia terribile esperienza mi risulta più diciamo così impegnativo recitare questo scarrafone che riflette e teorizza sulla vita, sulla condizione animale e umana, e soprattutto la morte. Ma il teatro è affascinante proprio per questo, per il modo che ha di congiungere vite e vite, per la capacità di indagare sulle altrui e sulle proprie esistenze, per quanto riesca ad avvicinarci ad altre dimensioni che risultano poi essere molto più vicine di quanto non sembrassero.

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TEATRO

Amaritudo Vitae. Me Sfasterio all’Accademia “Giuseppe Verdi”

Amaritudo Vitae. Me sfasterio

Liberamente ispirato all’opera di Annibale Ruccello

 CON

ILARIA ARRA, RENATO BISOGNI,
GIUSEPPE DI SOMMA, GIULIA MENNA, PASQUALE SOMMELLA

SCENE

SISSI FARINA

REALIZZAZIONE SCENE

SISSI FARINA

COSTUMI

ANNA VERDE

REGIA E ADATTAMENTO

NICOLA LAIETA

Sabato 7 aprile alle ore 20:30 piazzale Vanvitelli, 15 – Volla in provincia di Napoli

 

Sabato 7 aprile alle ore 20:30 all’Accademia “Giuseppe Verdi” (piazzale Vanvitelli, 15 – Volla in provincia di Napoli), nell’ambito della Rassegna teatrale e musicale Teatro Maria Aprea, l’Associazione Trerrote e l’Associazione Maestri di Strada Onlus presentano “Amaritudo Vitae. Me sfasterio” liberamente ispirato all’opera di Annibale Ruccello.

Lo spettacolo, ad ingresso gratuito, è adattato e diretto da Nicola Laieta e con Ilaria Arra, Renato Bisogni, Giuseppe Di Somma, Giulia Menna, Pasquale Sommella.

 

Il testo del monologo “La telefonata” di Annibale Ruccello è stato sostanzialmente modificato con l’inserimento di un personaggio non previsto dall’autore. Nonostante le sue riserve, l’erede di Ruccello ha autorizzato eccezionalmente e per la sola data del 7 aprile 2018 tale modifica nella considerazione della lodevole motivazione sociale ed educativa addotta dall’Associazione Trerrote nel richiedere il permesso di rappresentazione”.

SINOSSI

Nel 1986 Annibale Ruccello registrò alla Siae un “monologo in quattro parti”, riportando il titolo “Mamme” e non “Mamma”, come venne poi intitolato nella versione edita.

Quattro brevi atti unici nei quali la fiaba si trasforma in delirio, cattiveria, insensatezza. Nel primo episodio (“Le fiabe”, non a caso, una rivisitazione del cunto napoletano) Gli eroi di Ruccello appartengono ad una umanità ambigua, ambivalente, sporca e, per certi versi, appunto, eroica perché vinta dalla storia e dal tempo. Sono le tre eroine, tre donne in tre storie tragiche. La “Maria di Carmelo”: vita quotidiana di una donna ospite di un manicomio perché convinta di essere la Madonna, reso con la tesa ruvidità e scabrezza dei suoi deliri antichi e post-moderni insieme, ed un degradato rapporto con le suore. “Mal di denti”, tratto da “Notturno di donne con ospiti”, ovvero una mamma che nella sofferenza temporanea del mal di denti, nel giorno di Venerdì santo, scopre che la figlia Adriana è incinta; le sue considerazioni spaziano dal senso comune di vergogna/rabbia al rifiuto del pensiero di scendere di un gradino sociale (!) imparentandosi con il figlio di un operaio, fino alla tragedia del suicidio della ragazza.

Ed infine, il monologo che chiude l’opera: “La telefonata”. In questo monologo, un’unica, lunga e concettualmente infinita telefonata la Mamma – nel preoccuparsi dei massimi sistemi dell’umanità ovvero telenovelas e gossips – quelle che oggi sarebbero l’umanità in scena delle defilippomaria e barbaradurso e dei verissimo – segue estreme ed allucinanti presenze televisive mischiate a quadretti familiari che ne vogliono imitare i fasti – e mentre fa ciò contemporaneamente bada o meglio strilla ai suoi figli e nipoti, a cui sono stati imposti nomi delle soap-opera allora in voga: Veruska, Morgana, Ursula e Isaura, in una simbolica perdita della tradizione e del rapporto con il proprio territorio fisico, e nell’iniziale transisto verso quello mediale. Qualche anno dopo a Napoli non a caso sarebbero nati tanti Diego (medialità calcistica), come oggi negli anni Dieci, tante Sofie (bimbe della neo-borghesia fintamente sapienziale).

 

NOTE DI REGIA

C’è una antica parola della teologia morale che mi sembra esprima il sentimento comune alle storie che si incrociano in questo gioco teatrale. Questa parola è “Accidia”, o “Sfasterio” nel napoletano dei nostri tempi.

L’accidia, uno dei sette peccati capitali, colpisce chi ha perso la speranza, e con essa il senso e il respiro del futuro, costringendo le vittime di tale melanconia all’immobilità, alla pura contemplazione del vuoto, all’evasione da se stessi e dal mondo attraverso la “evagatio mentis” (i moromorii del passato) e la “instabilitas proposiri” (la guerriglia umorale praticata con chi le è prossimo)

Senza distinzione generazionale, ne sono affetti i personaggi di questo spettacolo, siano essi i figli confusi, nauseati, alterati da un “troppo” percepibile ma irraggiungibile; siano esse le loro mamme, nere, ansiose, respingenti, evanescenti.

Ci sembrano come uccellini in gabbia, deportati in un altrove sconosciuto, orfani di un armonia perduta tra madre e figlio insieme, unico-corpo natura proteso verso il mondo.

Nicola Laieta

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: 320 21 66 484

 Deportati è la parola preferita da Ruccello per definire i propri personaggi frastornati dai mutamenti socio.economici.

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TEATRO

Protocollo XY al Nuovo Teatro Sanità

Copertina Ok 02

Venerdì 6 e sabato 7 aprile 2018, ore 21

Domenica 8 aprile 2018, ore 18

 

Drammaturgia e regia Bruno Barone

Supervisione alla regia Aldo Esposito

Con Bruno Barone, Francesca Romana Bergamo, Aldo Esposito, Ivan Improta, Simona Pipolo, Luca Sangiovanni, Santa Verde

 

 

Debutta venerdì 6 aprile, ore 21.00, presso il Nuovo Teatro Sanità, Protocollo XY, spettacolo vincitore della seconda edizione di On stage h24, progetto a cura di Carlo Caracciolo e Fabiana Fazio.

Il gioco teatrale, a cui hanno partecipato attori, registi, drammaturghi lo scorso gennaio sul palco di piazzetta San Vincenzo, s’ispira al Kino Kabaret, evento che appartiene al mondo del cinema e che qui è stato trasposto in teatro, in cui i filmakers da tutto il mondo s’incontrano in un luogo e girano cortometraggi in tempi brevissimi.

Protocollo XY di Bruno Barone, che firma anche la regia dello spettacolo e che vede in scena lo stesso Barone, Francesca Romana Bergamo, Aldo Esposito, Ivan Improta, Simona Pipolo, Luca Sangiovanni e Santa Verde, racconta di un futuro fantascientifico, in cui la coscienza dell’uomo è messa a dura prova dalla possibilità di ottenere la vita eterna.

Lo spettacolo replica sabato 7 aprile alle ore 21.00 e domenica 8 aprile alle ore 18.00. Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Il costo del biglietto è di 12,00 euro.

Siamo nell’ anno 2225, al termine della III Guerra Mondiale che, con il trattato di Pechino, ha affidato ai vincitori della Confederazione Orientale – nata dall’unione di Cina, Giappone e Corea del Nord – gran parte dell’Europa e l’intera Africa.

Dopo quasi un secolo dalla fine degli intensi attacchi nucleari, i livelli di radioattività, nell’atmosfera, hanno causato nella popolazione locale violente mutazioni genetiche.

Le città sono schermate da bolle di protezione, all’interno delle quali hanno libero accesso soltanto le classi dirigenti, mentre il resto della popolazione vive ai confini della bolla, continuamente esposta alle radiazioni.

A Napoli, una cellula di resistenza cerca di combattere la dittatura del regime che si è imposto dopo la guerra. E i napoletani, piuttosto che affrontare una realtà distopica, hanno accettato un programma di vita virtuale: Jian Hara, soprannominato dal popolo “a’ Janara”.

Intanto, per liberare l’essere umano dalla sofferenza fisica a cui è sottoposto dalle continue radiazioni, la dottoressa Lamb ha iniziato a sperimentare il trasferimento della coscienza umana dall’ individuo a corpi creati in vitro.

La possibilità di una vita eterna è un’occasione che Mr. Zoo – presidente di una multinazionale leader nella biotecnologia – non vuole perdere. È grazie ai suoi finanziamenti che il PROTOCOLLO XY può iniziare.

 

A proposito dello spettacolo, l’autore e regista Bruno Barone scrive: «Protocollo XY parte da una scommessa. Nato dalla sfida di On Stage h24, lo studio ha preso vita sul palco del Nuovo Teatro Sanità grazie alla sinergia tra me e Giovanni De Luise. Abbiamo lavorato assieme alla stesura della prima bozza di messa in scena, realizzata con la collaborazione iniziale anche di Fernanda Pinto, Santa Verde, Serena Ferraiulo e Simona Pipolo. Quel corto di dieci minuti, allestito in appena 48 ore, adesso trova la sua forma definitiva con il presente allestimento», e continua «la narrazione, quasi episodica, indaga diverse tematiche: la vita eterna, la brama di potere, il dubbio etico dell’uomo che si erge a creatore della vita, ma soprattutto la dignità. Che cosa rende un uomo degno di essere tale? La dignità, dunque, e poco importa se ad esserne portatore sia un androide, un uomo o un intero popolo».

Maschere e scene Luca Arcamone                                                                                       

Costumi Valeria Amato

Videoproiezioni Pietro Lama

Musiche Ivan Marovic

Arrangiamento “Simme de Napule” Marco Borrelli

Fotografie Simona Vergara

Voice over “Ministro” Gennaro Ciotola

Produzione BRAVEMAN Productions

In collaborazione con Voci & Dintorni

 

Nuovo Teatro Sanità, piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli

Costo del biglietto: 12,00 euro

Info e prenotazioni: 3396666426

info@nuovoteatrosanita.it

www.nuovoteatrosanita.it

 

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